Ignazio Lai, 10 anni di passione

MOSTRA FOTOGRAFICA
in memoria del fotografo e socio del Man Ray Ignazio Lai

A cura di Stefano Grassi

Temi
reportage geografico, ritratto, tradizioni popolari.


Piazza Roma - Tortolì
Dal 15 al 31 Luglio 2006


28 settembre 1995, Cagliari, quartiere di Castello, via Lamarmora 140: inaugurazione del Centro Culturale Man Ray, Spazio Polivalente dedicato alle sperimentazioni artistiche contemporanee, che prevede attività didattiche nel campo della fotografia, video e Storia dell’Arte. A Salvatore Naitza, storico dell’arte contemporanea all’Università di Cagliari, il compito di inaugurare. Sono le 19,00, la sala principale è colma di persone che attendono il discorso benaugurale del professore e la presentazione dei programmi previsti dall’Associazione. Lo spazio si inaugura con una mostra del fotografo Bosniaco Vladimir Kolopic che presenta un lavoro sul conflitto nei Balcani. Nella prima sala viene esposta una grande tela con la trascrizione di una toccante lettera dell’Autore, impossibilitato a presenziare, nella quale esprime tutto il suo malessere per quanto sta vivendo. In un angolo della sala è sistemato un tavolo per le iscrizioni alla scuola di fotografia. Un ragazzo con un sorriso dolce si avvicina chiedendo di me: è Ignazio Lai di Tortolì, diciotto anni, primo allievo iscritto alla Scuola del Man Ray! Da quell’anno ho avuto il piacere di essere il suo maestro, ma soprattutto, amico fraterno, perché Ignazio era una persona speciale. Estremamente altruista, Ignazio era sempre disponibile nei confronti dei più deboli, lui che aveva la vita legata a quel filo sottile che gli veniva teso da altri più fortunati. Prima di tutto uomo generoso quindi, anche se, come atteggiamento, appariva un ragazzo scanzonato e ridente. Impossibile non amarlo! Ricordo che il fotografo pubblicitario Joe Oppedisano, con il quale abbiamo lavorato per una campagna pubblicitaria nazionale della Philip Morris, rimase entusiasta delle sue qualità professionali e della sua simpatia.
La voglia di vivere, l’intelligenza vivace, l’intuizione, la capacità di risolvere problemi tecnici e la passione per il lavoro che aveva scelto sono state le qualità che hanno connotato Ignazio Lai. Per dieci anni è stato amico generoso, lavoratore instancabile e creativo, capace di dare una carica di energia anche nei momenti di difficoltà. In breve tempo Ignazio, da allievo divenne assistente alla fotografia nel mio studio e neiprogetti Man Ray fino al duemila.
Diverse sono le pubblicazioni editate dal Centro Man Ray che contengono foto di scena di Ignazio Lai, realizzate nel corso di varie manifestazioni fra le quali si ricordano: Stanze 1999 e 2000, Percorsi dello Spirito 1998 e 2000, Attraversamenti 1999 e 2000, Imperfetto Futuro ecc..
Numerose sono le immagini dell’archivio tra le quali prevalgono una serie di reportage geografico e di ritratti, tema, quest’ultimo, che gli era particolarmente congeniale per via del suo intuito che gli permetteva di cogliere la personalità dei soggetti ripresi.
Del suo lavoro nel campo della ripresa pubblicitaria, ricordiamo nel 1998 la partecipazione come assistente alla fotografia per la realizzazione di un cortometraggio video redazionale dal titolo: “Hotel Stella Maris, una vacanza da sogno” presentato alla Bit di Milano; nel 1999 la realizzazione dello spot televisivo “Hotel Stella Maris”, sempre nel 1999 la campagna nazionale per la Philip Morris con il fotografo Joe Oppedisano.
Per quanto concerne i criteri di scelta delle immagini esposte, data la vastità del suo archivio, ho ritenuto opportuno suddividerle in tre settori: le immagini di ritratti, di cui una parte realizzata durante un suo viaggio in Egitto; le immagini legate alle tradizioni popolari (la vestizione de su Componidori durante la Sartigliedda a Tortolì del 1998 in occasione dei festeggiamenti per la liberazione di Silvia Melis) e quelle tipiche rappresentazioni delle maschere del Carnevale barbaricino “Mamuthones” di Mamoiada, “Merdules e Boes” di Ottana, ecc.. L’Ultimo settore è quello del reportage geografico, a sua volta suddiviso in due sezioni: le immagini tratte da escursioni in Sardegna (Supramonte di Orgosolo, Giara di Gesturi, Costa di Orosei) e quelle tratte dal materiale concernente il viaggio in Egitto. Per ragioni di coerenza espositiva, sono state sacrificate le innumerevoli foto in bianco e nero del suo archivio, anche queste dalla qualitàeccellente e dalla composizione rigorosa.
Forse molti suoi concittadini, comprese le istituzioni alle quali ci eravamo inutilmente rivolti perché sostenessero, almeno in parte, il nostro progetto,non erano al corrente del suo livello artistico e professionale, perché, pur coltivando con grande profitto intense passioni, Ignazio era rimasto quel semplice ragazzo che nel 1995 si era affacciato sorridente sulla porta del Centro Man Ray. Questa mostra,è anche per loro, per la sua famiglia,per tutti quelli che lo hanno conosciuto, i quali, sono certo, nello scorrere queste immagini ritroveranno il suo sorriso prima ancora di un significato artistico. Per quanto mi riguarda, lavorare alla sua mostra, mi ha riportato, con grande malinconia, la sua risata, la sua contagiosa allegria, il suo grande amore per la vita; ha riconfermato la certezza e il piacere di aver conosciuto una persona di valore che non dimenticherò mai.

Stefano Grassi