III Mostra Didattica Man Ray Photo School

La mostra è inserita all’interno della Rassegna  “NEW FRONTIERS”, progetto e direzione artistica Wanda Nazzari
Residenze didattiche Berlino / Cagliari
Progetto e direzione artistica Wanda Nazzari
















A cura di Stefano Grassi e Ivana Salis
Temporary Storing - Via XXIX Novembre 7, Cagliari
Dal 8 al 13 Ottobre 2013  Ore 18.00 – 20.00
Ingresso libero

Martedì 8 ottobre alle ore 19.00  presso lo Spazio Temporary Storing della Fondazione per l'Arte Bartoli Felter, inaugura la III Mostra didattica Man Ray Photo School, a cura di Stefano Grassi e Ivana Salis.
La mostra è inserita all’interno di  “NEW FRONTIERS”, programma di scambio di residenze studentesche scuole di fotografia Cagliari / Berlino. Progetto e direzione artistica Wanda Nazzari.

Verranno presentate le immagini del lavoro di gruppo degli allievi Man Ray Photo School 2013/2013, ispirate al film noir del 1958 The touch of evil (L'infernale Quinlan) di Orson Wells.

Sarà presente, inoltre, una esposizione dei lavori di gruppo degli allievi delle ultime edizioni della Man Ray Photo School, ispirati ad altri importanti registi del cinema del Novecento.

Dal 8 al 13 ottobre 2013 sarà possibile visitare l’esposizione tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 18.00 alle 20.00, presso gli spazi del Temporary Storing, via XXIX Novembre, 7 Cagliari.
Durante la mostra sarà possibile richiedere informazioni sulla Scuola di Fotografia Man Ray Photo School 2013/2014.

Testo critico

Touch of evilI lavori fotografici degli allievi della Man Ray Photo School sono realizzati con la determinazione di chi vuole esprimere idee e prospettive visuali confrontandosi con il tempo presente. La sperimentazione dei vari generi fotografici è una caratteristica della scuola, che si pone l’obiettivo di rafforzare il senso critico individuale, rapportato al contesto storico di riferimento e al panorama contemporaneo.
Nell’anno accademico 2012-2013, il raffronto con l’ambito artistico della fotografia internazionale ha avuto modo di farsi concreto e diretto, grazie al programma di residenza didattica e di scambio professionale con la scuola di fotografia Photo Academy Urbschat di Berlino, inserito all’interno del più ampio progetto “New Frontiers”, curato da Wanda Nazzari. La rassegna prevede cinque mostre dedicate alla fotografia, in cui sono presentati i lavori dei giovani della Man Ray Photo School, seguiti dal direttore Stefano Grassi e quelli degli allievi della Photo Academy Urbschat di Berlino, seguiti da Nadine Hofmann e Natasha Dunker. La didattica si affianca alla fotografia contemporanea con l’ultima esposizione del ciclo, dedicata al lavoro di sei affermati fotografi professionisti: Marco Ceraglia, Giovanni Coda, Stefano Grassi, Franco Nonnoi, Donatello Tore, Daniela Zedda,  che della fotografia hanno fatto il mezzo per esprimere la propria arte.
La III Mostra didattica è dedicata al rapporto tra fotografia e cinema, due linguaggi strettamente correlati e con i quali nasce l’epoca moderna dell’arte visiva. La didattica della Man Ray Photoschool, considerando lo stretto legame che intercorre tra le due discipline, concepisce l’insegnamento della fotografia con un approccio di tipo cinematografico, per il quale il lavoro collettivo è una delle caratteristiche più importanti. Dietro la regia di Stefano Grassi, gli allievi si cimentano nelle varie fasi di produzione del progetto: direzione della fotografia, produzione, styling, scenografia, make-up, backstage.
Il lavoro collettivo realizzato durante l’anno accademico 2012/2013, è tratto dal film “Touch of Evil” di Orson Welles (1958). Questo film è una perla del cinema noir, con riferPin upimenti visivi legati alla tradizione del cinema tedesco espressionista. L’intreccio misterioso e crudo della trama è accentuato e sottolineato dalla resa scenografica del chiaroscuro, un perenne contrasto tra luce e ombra, con un rimando metaforico al gioco dei personaggi tra “buoni e cattivi”. Le fotografie in mostra si ispirano alle scene principali del film, riprodotte in esterna notturna e in studio, tenendo fede al principio oppositivo della luce. Il lavoro fotografico è frutto della partecipazione di tutti gli allievi, che hanno personificato gli attori principali del film, da Welles alla Dietrich, diventando protagonisti in prima persona.
Gli  altri progetti fotografici presentati si ispirano ancora all’America, con il set “Pin-up”, tratto dalla commedia musicale di genere romantico “Pin-up girl” di H. Bruce Humberstone realizzata nel 1944, e al cinema italiano degli anni Sessanta, con il lavoro di due registi di spicco: Michelangelo Antonioni e Sergio Leone.
Il lavoro collettivo del 2009/2010 "Sergio Leone's parody" è dedicato al “western all’italiana” di Sergio Leone e a una delle sue più celebri pellicole: “Il buono, il brutto e il cattivo” del 1966, film che fa parte della cosiddetta pentalogia di Leone, conclusasi nel 1984 con “C’era una volta in America”. “Il buono, il brutto e il cattivo” è ricordato, oltre che per il grande successo internazionale che aprì la strada al western anche in altri paesi europei, anche per la famosa colonna sonora di Ennio Morricone. 
Al lavoro di Michelangelo Antonioni, “Blow Up” del 1966, ispirato a un racconto di Julio Cortázar e sceneggiato con Tonino Guerra, si ispira il progetto “Beat generation” realizzato nel 2008/2009. Le fotografie ritraggono la scena del film in cui un gruppo di giovani si diverte a una festa, clima consono ai ritrovi dei ragazzi della beat generation, ribelli e alternativi rispetto al sistema di massificaBeat generationzione nato negli anni Sessanta e in contrapposizione con la “Swinging London”, condizione sociale in cui è ambientata la vita del protagonista, fotografo di professione, che da essa cerca di astrarsi per trovare un’interpretazione della realtà che sia razionale. Sarà proprio questa ricerca, nonostante il blow up (ingrandimento fotografico), che porterà a realizzare l’ipotesi di una totale soggettività nella valutazione dei fatti, nonostante la presunta oggettività della tecnica.
Il cinema si nutre di fatti reali, come la fotografia e a tale principio si ispira il lavoro del 2010/2011 “Personaggi contemporanei”, in cui le fotografie diventano icone dei fatti di cronaca quotidiana. Il cardinale e il giovane prete sono due figure in cui si potrebbe annidare, nell’immaginario contemporaneo, la pederastia, così come il “massone” può essere immaginato in ogni volto di potere. E, ancora, la strage di Fukushima, disastro umano e ambientale, generato dagli stessi interessi di potere, e infine l’immagine di una manifestazione studentesca, unica speranza contro tutte le forme di sopruso.
In chiusura, i pannelli dedicati al backstage e al make-up, parte integrante e fondamentale del progetto fotografico, danno una panoramica completa del lavoro svolto dagli allievi.

Ivana Salis

Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Banco di Sardegna, dal Comune di Cagliari e dalla Presidenza della Regione Autonoma della Sardegna

 

Si ringrazia la Fondazione per l’Arte Bartoli-Felter per la gentile concessione dello spazio.