II Mostra Didattica Man Ray Photo School

La mostra è inserita all’interno della Rassegna  “NEW FRONTIERS”, progetto e direzione artistica Wanda Nazzari
Residenze didattiche Berlino / Cagliari
Progetto e direzione artistica Wanda Nazzari

A cura di Stefano Grassi e Ivana Salis
Temporary Storing - Via XXIX Novembre 7, Cagliari
Dal 14 al 22 Settembre 2013  Ore 18.00 – 20.00
Ingresso libero

Dopo la I° Mostra didattica svolta a Berlino, che ha avuto protagonisti gli allievi della Man Ray Photo School e della Photo Academy Urbschat, sabato 14 settembre alle ore 19.00, presso la Galleria Temporary Storing, via XXIX Novembre, 7, Cagliari, inaugura la II° Mostra Didattica Man Ray Photo School, a cura di Stefano Grassi e Ivana Salis.


Le fotografie in mostra sono di: Giulia Bazzu, Antonello Casu, Roberto Melis, Sergio Miceli.

La mostra è inserita all’interno di New Frontiers, programma di scambio di residenze studentesche scuole di fotografia Cagliari / Berlino. Progetto e direzione artistica Wanda Nazzari.

Dal 14 al 22 settembre 2013 sarà possibile visitare l’esposizione tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 18.00 alle 20.00, presso gli spazi del Temporary Storing, via XXIX Novembre, 7 Cagliari.
Durante la mostra sarà possibile richiedere informazioni sulla Scuola di Fotografia Man Ray Photo School 2013/2014.

Testo critico

I lavori fotografici degli allievi della Man Ray Photo School sono realizzati con la determinazione di chi vuole esprimere idee e prospettive visuali confrontandosi con il tempo presente che ogni giorno imperversa davanti ai nostri occhi. La sperimentazione dei vari generi fotografici è una caratteristica della scuola, avendo come obiettivo il rafforzamento del senso critico individuale, rapportato al contesto storico di riferimento e al panorama contemporaneo.
In quest’anno accademico il raffronto con l’ambito artistico della fotografia internazionale ha avuto modo di farsi concreto e diretto, grazie al programma di residenza didattica e di scambio professionale con la scuola di fotografia Photo Academy Urbschat di Berlino, inserito all’interno del più ampio progetto “New Frontiers”, curato da Wanda Nazzari. La rassegna prevede cinque mostre dedicate alla fotografia, in cui sono presentati i lavori dei giovani della Man Ray Photo School, seguiti dal direttore Stefano Grassi e della Photo Academy Urbschat, seguiti da  Nadine Hofmann  e Natasha Dunker. La didattica si affianca alla fotografia contemporanea con l’ultima esposizione del ciclo, dedicata al lavoro di alcuni fotografi professionisti, scelti nel contesto isolano; l’appuntamento, che mette in scena presenze già incancellabili nella storia artistica dell’Isola, non vuole essere una rassegna neutra di nomi conosciuti, ma la dichiarazione programmatica di incontri di percorsi multipli, con lo scopo di favorire il confronto e l’integrazione tra differenti linguaggi artistici.
Nella seconda mostra didattica, quattro giovani fotografi presentano progetti che trovano, nella diversità tematica, consequenzialità visiva ed espressiva in trapassi su cui gioca la formula dialettica che ha caratterizzato la fotografia dell’era contemporanea: la linea simbolico - astratta e la linea realista.

Giulia Bazzu, nelle sue immagini, astrae la forma della materia dalla sua costituzione ordinaria nel campo del visivo, per portare sulla superficie campi nascosti d’energia. Il suo genere astratto trova nel passato maestri della sperimentazione, come L.Moholy-Nagy, Otto Steinert, Aaron Siskind e in ambito italiano Luigi Veronesi, Mario Giacomelli, Paolo Gioli. La fotografia di questi artisti dà alla forma una visione soggettiva, effettuando un passaggio dal concreto all’astratto che da esso nasce, scambiando piano, sezione, taglio, macro e micro dimensione. Così il leggero e capriccioso “Ectoplasma” di Giulia Bazzu muove a spirale un fluido composto d’intense venature, percorrendo così inusitate sinapsi, pronte a legarsi ad altri fili di connessione in una perenne forza motrice.


L’architettura è il genere proposto da Roberto Melis, attratto da forme labirintiche che chiudono spazi in serrata e suggestiva geometria. La migliore sperimentazione sulla prospettiva architettonica è ancora quella proposta dall’ungherese Moholy-Nagy nei suoi lavori, tradotti in teoria negli scritti editi dal Bauhaus, e dal russo costruttivista Rodčenko, i quali trasformano la prospettiva in nuova estetica dell’immagine. Il perfetto equilibrio di chiaroscuro porta la luce a essere spazio percorso dall’occhio, in una fuga aperta, sia essa veloce successione di tagli luminosi oppure apertura incandescente che sfonda la quinta del fondo, fino a trasformare l’ambiente in percezione astratta. Nelle sue immagini Melis trapassa la solidità della forma concreta con la potenza di una visione che trascende la struttura architettonica e la trasforma in struttura visiva, tramutando così la sua percezione spaziale in imprimitura visuale.

 

Antonello Casu, formatosi in precedenza alla Man Ray Photoschool, ci propone dei suoi lavori nati nel corso di questi ultimi anni, disvelando il mistero intatto della Sardegna, in un perfetto connubio tra terra e cielo. Le solitudini di antiche dimore si accompagnano alle piante piegate dal maestrale e alle canne che nel vento risuonano voci passate. La terra selvaggia e atavica, rocciosa e arsa, si copre e protegge di leggeri cieli dipinti. La poesia che si legge nelle immagini di Casu è dettata dalla qualità della costruzione visiva, scandita dall’anima del paesaggio, fermata nella fotografia. È un tipo di lavoro naturalistico, sorretto dalla sensibilità individuale, come era tipico vedere nelle fotografie dell’inglese Peter Emerson, teorico della fotografia di paesaggio naturale.


Il muoversi in mezzo al divenire quotidiano degli avvenimenti sociali è quel genere di fotografia detta street photography, proposta in mostra da Sergio Miceli.  Non v’è luogo migliore dellaconfusionaria via cittadina per dare senso alla similarità dei comportamenti umani, indipendentemente dagli scenari scelti: Napoli, Londra o Cagliari, come espresso da Miceli nelle sue immagini, in cui il soggetto è rappresentato in tutta l’inconsapevolezza d’essere tale, rendendo così l’emozione dell’attimo che fugge. La street photography ha avuto il merito di utilizzare la fotografia diretta come prisma della realtà, fotografando mille versioni di una società in continuo mutamento, all’interno di uno scenario, la strada, dalle dinamiche apparentemente simili, ma in realtà eterogenee e multiformi. Da Parigi con Atget a New York con Klein e Friedlander, la “street” ha continuato dagli anni Cinquanta a oggi a essere fonte inesauribile di racconti.

Il fotografo rivela la vita, la documenta, la indaga, la manipola, la trasforma, la progetta, la inquadra e la taglia, la rende eterna, ferma la memoria in un’immagine e la offre al mondo, ha la potenza di portare alla luce parti di essa che altrimenti sarebbero state per sempre sconosciute. Questo è il concetto di fotografia con cui si formano gli allievi della Man Ray Photo School, tenendo presente il passato per rendere migliore il loro lavoro nel futuro.



Ivana Salis

Anteprima



Locandina

 

Parietale Centro Culturale Man Ray

 

 

Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Banco di Sardegna, dal Comune di Cagliari e dalla Regione Autonoma della Sardegna

 

Si ringrazia la Fondazione per l’Arte Bartoli-Felter per la gentile concessione dello spazio.