Metamorfosi Wood

 

MOSTRA PERSONALE FRANCESCO ZOLO

Centro Culturale Man Ray
Via Lamarmora - Cagliari
Dal 18 al 29 aprile 2003

dia02Francesco Zolo è nato a Sassari nel 1970. Nel 1989 si diploma all'Istituto d'Arte di Sassari. Nel 1998 consegue la Laurea in pedagogia. Nel 2001 tiene la prima personale presso il Centro Kairos di Sassari. Nel 2002 realizza "La tela del ragno", installazione permanente a Mulineddu (SS).
Fluor-non fluor, ultravioletto e non. Questa l´ormai frequente dicotomia presente nei lavori e nelle più recenti esposizioni del giovane artista sassarese Francesco Zolo, al Man Ray in occasione della sua seconda personale. I lavori qui esposti appartengono alla fase di recente sperimentazione da qualche anno intrapresa dall´artista sulla base degli studi sulla fluorescenza, le proprietà della luce di Wood e i colori sensibili all´ultravioletto. La luce di Wood è una lampada che emette raggi ultravioletti. Le opere più importanti in mostra, infatti, sono due dittici costituiti da pannelli in legno, 140x70 ciascuno, che riflettono un´interessante ambivalenza, a seconda dell´illuminazione, bianca o Wood: il primo dittico, visibile nella galleria interna, è realizzato con terra e sabbia e valorizzato da colate di plastiche, usate opportunamente come collanti. Nel secondo dittico, dentro il grottino, prevalgono le pietre e la polvere di ferro che conferiscono all´insieme un gusto tipicamente underground.
I due fili conduttori delle opere in mostra, che finora hanno caratterizzato il percorso del giovane artista, sono la ricerca, nell´immagine realizzata, di una prospettiva multipiano: il risultato visivo della sovrapposizione di più livelli paralleli, è tridimensionale.
La figura geometrica in primo piano, che ricorda una croce, ricorrente nelle opere di Francesco Zolo, dia04lascia intravedere i piani al di là dell´elemento cruciforme e contribuisce ad accentuare la tridimensionalità. Le opere piccole rappresentano un modo diverso di interpretare il concetto di multipiano, anche perché in questo caso la materia è fortemente aggettante e sembra fuoriuscire dal dipinto. Impastate alle colate di gesso sono state inserite pietre, chiodi arrugginiti e vetro, materiali valorizzati da colori fluorescenti molto accesi quali il giallo, il verde, il rosso e il viola che ritroviamo nelle opere di medie dimensioni.
L´inserimento di questi materiali, amalgamati da collanti o gesso, viene definito dall´artista "Cambio di destinazione d´uso", ben diverso dal concetto di riciclaggio, e rappresenta un altro aspetto molto importante dei lavori di Zolo. I materiali riutilizzati, perdendo la loro connotazione originale, acquistano una nuova funzione entrando a far parte dell´opera. Così accade per i chiodi arrugginiti e per il ferro, ma anche per la sabbia e le pietre che vengono decontestualizzati e rivivono in funzione decorativa, grazie al nuovo inserimento nell´opera d´arte.
L´aspetto più interessante di questa nuova concezione, in cui l´opera d´arte viene proiettata in una dimensione quasi astratta, è proprio la sua ambivalenza, il fatto che i suoi colori possano essere apprezzati non solo con la luce di Wood ma anche a luce bianca. Questo è il momento che consente di entrare in contatto con gli elementi materici del dipinto e capire i meccanismi di costruzione di un´opera solo apparentemente bidimensionale.

 

Erica Olmetto