Sensi

MOSTRA PERSONALE DI ODILIA

Centro Culturale Man Ray - Cagliari
Dal 12 al 23 maggio 2000

A cura di Alessandra Menesini

02"Da sempre interessata alle arti visive, solo grazie all'incontro con il mio maestro Stefano Grassi sono riuscita a cogliere l'essenza della mia creatività".Odilia PisceddaIntento specifico, quello di Odilia, di ritrarre la sensualità nella sua forma più indifesa e forse più difficile: il nudo.Lo fa scavando ombre su corpi affidati all'immobilità della posa, tra apparizioni di schiene affilate come sculture e morbide rotondità di dettagli fisici illuminati da fasci di luce. Carnalità suadente e verista, filtrata da una ricerca condotta con taglio garbato e attento ad un soggetto così delicato e così praticato, proposto in una scomposizione della figura che moltiplica nei particolari isolati la sua attrattiva. La scelta di un sobrio bianco e nero presta la sua polarità ad un uso sapiente del chiaroscuro, azzardato anche in parecchi controluce, amata difficoltà di chi fa foto come arte. I colori del corpo vengono scanditi in limpidi contrasti lunari, positivo e negativo in lucide comparse per visioni dematerializzate ma riconoscibili e concrete.Prima mostra per Odilia, prima uscita ufficiale per una passione nutrita da solida tecnica che comprende anche il lavoro di stampa, in quella camera oscura dove la foto nasce una seconda volta. Scavando un approccio diverso col grande mistero che è il corpo, l'obiettivo di Odilia stabilisce con i suoi modelli un meccanismo di attesa e di risposta, uno scambio di comprensione e di complicità."Sensi", il titolo della mostra, ingloba in una parola al plurale tutto ciò che attiene alla percezione, territorio indefinito e pozzo profondissimo di reazioni impertinenti. I nudi maschili e femminili comunicano un erotismo naturale, una sensualità concentrata anche solo su un particolare, una bocca per esempio o i capelli che coprono un volto. Indagine visiva che si muove tra il calore della carne e l'oggettività del mezzo fotografico, miscelate e confuse dalla vocazione universale al piacere. O al piacersi, anche. Tra calendari più o meno ironici e riviste only for man, Odilia sceglie la strada più difficile, quella di coniugare la pulizia dell'immagine con il richiamo sensuale dei corpi offerti senza cornici di sole e di amore, su asettici fondi neri da set. Il gusto di mostrarsi è pari (superiore?) al gusto di guardare e Narciso che affogò nell'acqua della fonte che rifletteva la sua bellissima immagine, fu trasformato in un fiore divenendo immortale. In "Sensi", le visioni del corpo emanano energia e vitalità e, attraversando l'occhio tecnologico della macchina fotografica con la forza della bellezza, ripropongono la seduzione come ultima frontiera (desnuda) del pudore.