Per Naitza

Mostra itinerante dedicata allo storico dell'arte Salvatore Naitza
Cagliari, San Sperate, Isili, Sinnai

a cura di Wanda Nazzari

Artisti: Annalisa Achenza, Luisanna Atzei, Gianni Atzeni, Zaza Calzia, Tonino Casula, Salvatore Coradduzza, Paola Dessì, Rosanna D'Alessandro, Gino Frogheri, Adelaide Lussu, Antonio Mallus, Maria Grazia Medda, Italo Medda, Alessandro Meloni, Mirella Mibelli, Marisa Mura, Wanda Nazzari, Maria Grazia Oppo, Nico Orunesu, Antonello Ottonello, Anna Maria Pillosu, Gianfranco Pintus, Anna Saba, Pinuccio Sciola, Monica Solinas, Maria Spissu Nilson, Beppe Vargiu.

 

"Caro Salvatore, da quasi un anno, ormai, ma tutti ti ricordano sempre con tanto affetto e con grande rammarico. Vorrei scriverti qualcosa, immaginando di averti ancora qui, per continuare il nostro rapporto di amicizia...", e l'accorata lettera di Pinuccio Sciola continua, in un rincorrersi di parole nere scritte a pennello, giù per una tela che ha i toni della terra.

L'opera-lettera di Sciola è soltanto uno dei ventotto omaggi che altrettanti artisti sardi hanno dedicato allo storico e studioso dell'arte Salvatore Naitza, a un anno dalla sua morte...

Per chi ha conosciuto Salvatore Naitza, per chi è stato suo allievo, per chi, da artista, è stato seguito dalle sue illuminate riflessioni, per chi gli è stato semplicemente amico, questa mostra corrisponde a un luogo di rarefatto raccoglimento, in cui ogni opera assume l'aspetto di una preghiera o di un sorriso, volto a una di quelle persone che si ricordano vivacemente proprio per il loro sorriso, rassicurante, sereno, sincero.

Ora che non c'è più, di questo suo passaggio solare e incisivo restano comunque i segni, non solo quelli dei suoi studi, delle sue pubblicazioni, del suo generale tributo all'arte contemporanea locale, ma quelli, ancor più profondi, impressi nello spirito e nella sensibilità di ognuna delle persone che hanno avuto il privilegio di incontrarlo in qualche modo. E la mostra dedicatagli ne è la conferma: non una collettiva di ventotto artisti ma un'unica, commossa, tenera opera d'arte, un polittico infinito di cui ogni pannello è, allo stesso tempo, parte e opera a sé stante...

RAFFAELLA VENTURI - L'Unione Sarda, 5 gennaio 1997

Sono ancora vive nella memoria le parole di Salvatore Naitza in occasione dell'inaugurazione del Centro Culturale Man Ray. Da allora sono passati quasi tre anni, durante i quali, grazie al nostro faticoso lavoro sono andati in porto alcuni progetti; fra i quali quello di fare del Centro un luogo d'incontro e socializzazione dove, come disse Salvatore &laqno;costruire e rieducare i sensi». E' in questo spirito che abbiamo lavorato, impegnati non solo a promuovere operazioni artistiche, ma anche a imparare a vedere ciò che ci circonda», ad avvicinare ai linguaggi dell'arte contemporanea soprattutto i giovani che arrivano sempre più numerosi perché hanno bisogno di luoghi alternativi alla scuola o al lavoro per confrontarsi e crescere insieme.

Si conclude con Sinnai - dopo essere stata proposta al Centro Man Ray di Cagliari e nei Comuni di San Sperate e di Isili - l'operazione dedicata a Salvatore Naitza. Operazione che non vuole essere una mostra ma un'opera unica, corale, alla cui realizzazione hanno contribuito ventisei artisti, i quali, pur essendo molto diversi tra loro, hanno lavorato con lo stesso spirito di affetto e di riconoscenza per ricordarne la memoria.

Il Centro Culturale Man Ray li ringrazia per questa generosa risposta e ringrazia Wanda Nazzari per aver ideato e curato il progetto dell'iniziativa.

STEFANO GRASSI

Per Naitza: ventisette pannelli, con identica dimensione e linguaggi diversi si stringono insieme in una sorta di abbraccio, in un piccolo bosco dei ricordi. Per un tributo e un omaggio.

Per chi, come Salvatore Naitza, ha saputo incoraggiare e capire, con la sapienza di un esperto e la dolcezza di un amico.

Messaggi su tela - potrebbero essere stendardi - cui è affidata una storia che ognuno racconta come unica e sua con parole che diventano segni. C'è anche un video d'artista ad aggiungersi agli altri lavori con un nastro che si dipana e si ripete come il filo della memoria.

Sale e si illumina - dalle strisce ordinate - un ritratto corale, fatto di voci nitide e distinte, che non scolorano né si confondono, anzi trovano un'armonia finale, per comporre un quadro solo, di vivace poesia.

 ALESSANDRA MENESINI