STANZE XII edizione

QUINTE MOBILI

Progetto multimediale di WANDA NAZZARI
A cura di MARIOLINA COSSEDDU
Allestimenti di EFISIO CARBONE, FRANCESCA PITZALIS
Ufficio stampa: STEFANO GRASSI
Segreteria organizzativa: GIANFRANCA LOI

Artisti

 

GIANNI ATZENI - LUIGIA FRATTAROLI - STEFANO GRASSI - FABIOLA LEDDA -  WANDA NAZZARI
IGINO PANZINO – PASTORELLO - GIANFRANCO SETZU - RAFFAELLO UGO

CENTRO COMUNALE D’ARTE E CULTURA EXMÀ
VIA SAN LUCIFERO  71 – CAGLIARI

Dal 10 dicembre 2011 al 8 gennaio 2012

 

 


INAUGURAZIONE SABATO 10 DICEMBRE  2011 – ORE 18.30

INTERVENTI:
Petra –  opera performativa
Installazione scenica di Wanda Nazzari, coreografie di Luigia Frattaroli

Musa di fuoco – performance teatrale
Con Stefano Raccis, Riccardo Saiu

DAL 10 DICEMBRE 2011  AL 8  GENNAIO 2012 (ESCLUSO LUNEDÌ) – ORE 9.00 – 13.00 / 16.00 –20.00
INGRESSO: 3 €, RIDOTTO 2 €, RIDOTTO SCUOLE 1 €


panzino_sitoSTANZE è un progetto di Wanda Nazzari, direttore artistico del Centro Culturale Man Ray di Cagliari, spazio polivalente dedicato alla ricerca artistica contemporanea.
Elementi distintivi e imprescindibili della rassegna sono il carattere multimediale - che coniuga arti visive e varie forme di spettacolo - e la scelta della tematica, ogni anno diversa, che gli artisti sono chiamati a interpretare.

Il tema di  questa edizione è “Quinte mobili”, “(…) Il titolo della mostra intende offrire uno spazio ampio e diversamente interpretabile agli artisti invitati mantenendo ferma la convinzione che l’arte figurativa non può essere solo sfondo scenografico ma componente fondamentale dell’azione scenica, protagonista di un evento coinvolgente e dinamico. L’arte è così il luogo ideale della rappresentazione, meccanismo simbolico dell’esistenza, metafora delle sorti dell’umanità” (Mariolina Cosseddu).

In mostra opere di: Gianni Atzeni, Luigia Frattaroli, Stefano Grassi, Fabiola Ledda, Wanda Nazzari, Igino Panzino, Pastorello, Gianfranco Setzu, Raffaello Ugo.

Testo introduttivo

DSC_3941Che l’arte abbia coltivato, fin dal mondo classico, una vocazione alla teatralità, è cosa nota e ampiamente documentabile. Questa componente, spesso azzerata in alcuni momenti o del tutto assente in altri periodi della storia dell’arte, è tornata prepotentemente in luce in questi ultimi anni, così bisognosi di “contaminazioni” fra le varie discipline. Se l’idea di confine non è più ostacolo alla libera espressività l’arte contemporanea mischia le carte, capovolge il senso comune, altera e gode del rapporto e della interrelazione fra linguaggi senza più identità convenzionali. Questo lo spirito di “STANZE”, che fin dalla sua nascita ha inteso il progetto come dialogo fra modalità artistiche diverse ma contigue, come incontro ed esaltazione di ogni forma d’arte autenticamente espressa nell’autonomia e nella ricchezza del proprio dettato originale. L’edizione 2011 si propone di valorizzare gli aspetti interdisciplinari delle opere in mostra, in particolare spostare l’accento verso quella tendenza all’esagerazione, all’iperbole, all’eccesso, che più di una volta è stata definita DSC_3945“neobarocca”: non un semplice gusto o una moda passeggera, piuttosto una reale necessità di accentuare la forza comunicativa di fronte allo sguardo sempre più distratto del presente. Teatralità, dunque, come espressione emozionata, come gioco combinatorio delle parti, come sensibilità ansiosa di interagire con i destinatari, ma, anche, come provocazione, come narrazione sopra le righe,  come riso amaro o malinconico sui destini della contemporaneità.
Il titolo della mostra intende offrire uno spazio ampio e diversamente interpretabile agli artisti invitati mantenendo ferma la convinzione che l’arte figurativa non può essere solo sfondo scenografico ma componente fondamentale dell’azione scenica, protagonista di un evento coinvolgente e dinamico. L’arte è così il luogo ideale della rappresentazione, meccanismo simbolico dell’esistenza, metafora delle sorti dell’umanità.

Mariolina Cosseddu

Testo critico

Il progetto che governa la XII edizione di “Stanze” è sicuramente ambizioso, un po’ autoreferenziale e forse non esauribile in una sola mostra ma bisognoso di più ampia riflessione. Ambizioso perché l’intento che lo muove è, in sostanza, il sogno che percorre buona parte della storia dell’arte,  l’incontro e la fusione tra le arti, e perciò rischia l’autoreferenzialità in quanto il
tema proposto è quello che sorregge, fin dalla sua originaria formulazione, l’intero impianto concettuale di “Stanze” (ideato da Wanda Nazzari nel 1999), vale a dire un’idea di arte totalizzante, multimediale, che sappia  conciliare forme espressive differenti e in apparente antitesi, come la statica delle arti visive e la dinamica della danza e della musica. Da qui il titolo di “Quinte mobili” con evidente allusione alla teatralità quale componente implicita dell’arte, non solo contemporanea, e nucleo nevralgico, dicevamo, della rassegna stessa.
La vocazione che continua ad animare l’ edizione attuale  è quella, dunque, di una rinnovata sintesi tra le arti, in grado di dialogare fra loro in una felice “contaminatio” tra linguaggi e modalità espressive differenti fino a  creare situazioni comunicative inaspettate e plurali.
Per questo, lo spazio che ha ospitato le opere, il vasto ambiente dell’Exmà, è stato trasformato, grazie all’allestimento diretto da Wanda Nazzari e realizzato da Efisio Carbone e Francesca Pitzalis, in una grande e suggestiva quinta teatrale. Qui hanno trovato accoglienza  le opere di otto artisti che hanno affrontato il rapporto tra arti visive e arti dello spettacolo e che, almeno per due serate, hanno condiviso lo spazio con gli allievi della coreografa Luigia Frattaroli e la recitazione di Stefano Racis.
Il percorso nell’aula dell’Exmà si è aperto con le “Stanze” (termine che, nei propositi della rassegna, vuole indicare lo spazio intimo e personale riservato ad ogni artista ) di Gianni Atzeni da un lato e Stefano Grassi dall’altro.



Della teatralità, intesa come evento spettacolare e pieno di meraviglia, Gianni Atzeni ha colto l’aspetto metamorfico, quello proprio alla sua attività di incisore e di sperimentatore di pratiche calcografiche. Nella lunga ricerca di tecniche di stampa, Gianni Atzeni ha messo l’accento sul processo di trasformazione delle forme e dei materiali usati in segni e tracce di un alfabeto magico e simbolico. Attratto dal fascino delle carte stampate, di matrici metalliche, di strutture naturali come raffie o tessuti, li impiega in astrazioni compositive che, impresse e incise su superfici di volta in volta variate, creano inaspettate trasformazioni lineari e cromatiche. Testimone di una nuova nascita della materia, che perde le sue peculiarità per assumere sembianze puramente estetiche, Atzeni assiste e segue la metamorfosi di un processo  che, come nelle opere in mostra, coniuga naturalità e artificio, dati concreti e forme evocative, realtà materiche e alchimie dell’arte.




In perfetta sintonia con la musicalità della danza e l’armonia del movimento appare l’intervento installativo di Stefano Grassi, che ha posto il proprio obiettivo fotografico al servizio di una disciplina che da tempo concepisce come dinamica di forme ritmiche in divenire.
Oggetto del suo lavoro la performance di Luigia Frattaroli che, sospesa come meteora luminosa nel vuoto dello spazio neutro, si avvolge in atti di sublimata leggerezza, guidata dalla regia del eccezionale ritrattista.  In realtà Stefano Grassi interpreta la danzatrice  non nell’identità della figura stessa, quanto nell’essenza della sua gestualità divenuta pura astrazione formale, omaggio alla creatività di un’arte lirica, nell’incanto dello sguardo del suo lucido osservatore.
E sempre un omaggio Stefano Grassi lo dedica a Gaetano Brundu, storica figura dell’arte più avanzata in Sardegna,  ritratto con poetiche visioni in un video che celebra la sua pittura e il ruolo di grande intellettuale.




Al corpo, alle sue fragilità, alla sfera delle emozioni che racchiude, ai bisogni a cui rimanda, si rivolge la ricerca di Fabiola Ledda che, del corpo, si serve per indagare aspetti di una socialità inquieta e insidiosa. La debolezza della carne, che soffre di privazioni e di desideri interrotti, ma anche la sua permeabilità agli umori dell’ambiente e della relazionalità, attrae Fabiola Ledda verso una visione drammatizzata dell’esistente: il corpo racconta, mostra, denuncia, si offre e si nega ma non si lascia addomesticare, reagisce e combatte, fino alla mutilazione e alla morte. Come nelle opere in mostra, dove il corpo è luogo della ritualità, della memoria, del sacro che si incarna nella bellezza della forma, nella fredda evidenza del colore, nella composta eleganza di un linguaggio che aggancia, con lirica presa,  la grande tradizione della pittura. Negli autoscatti di Fabiola Ledda la carnalità spogliata del superfluo espone, al di là dell’apparenza, l’intimità rivelata che si interroga, come nelle nature morte seicentesche, sulla vanità del tutto.




Niente di più sollecitante della informazione visiva di Gianfranco Setzu: le vaste dimensioni delle stampe, realizzate con linguaggio digitale alimentato da una cultura writer, si impongono ironiche e
graffianti con un alto tasso di comunicazione contemporanea.
Nati dall’urgenza di esibire la propria posizione nei confronti della criticità sociale del presente, che richiede intervento diretto e disinibito ( i social network ne sono la dimostrazione più efficace), i lavori-manifesto di Gianfranco Setzu esplodono sulle pareti ammiccanti e ambiguamente giocosi. Sono, in realtà, la risposta dell’artista ai fatti del proprio tempo, dai movimenti degli “indignados” alle occupazioni giovanili, affidata ad un piccolo logo (il “drop”, la gocciolina che si fa massa, opinione, forza trainante e disturbante), impegnato, a sua volta, in rappresentazioni simboliche su carte diventate corridoi di metropolitane cittadine o muri saturi in periferie abbandonate.

Nello spazio di Pastorello due lavori raccontano l’ultima avventura artistica di un raffinato affabulatore che coniuga fotografia e pittura. Lucido visionario ha costruito un sistema linguistico arcano e cerebrale per un verso e realisticamente concreto, spietatamente attuale per un altro.
I procedimenti creativi del suo operare hanno origini diverse, dalla letteratura popolare al pensiero scientifico, dalla fantascienza al fumetto: mescolando in un frullatore intellettuale le particelle di un pensiero sempre rigoroso e determinato, Pastorello gioca sulla sorpresa di un linguaggio essenziale e impeccabile, mimetico e concettuale. Nelle opere esposte ribadisce il fascino di un cielo attraversato da scie luminose, spettacolo cosmico diversamente interpretabile, divenuto qui supporto fotografico ad una pennellata singolare per immediatezza e gestualità, frutto di una sapiente ricerca che lo rende, in ultima battuta, pittore per eccellenza.



La risposta di Igino Panzino al tema della rassegna dichiara la sensibile intelligenza di un artista avvezzo alla riflessione razionale sulle cose piuttosto che l’adesione emozionata al tutto. Così i lavori in mostra affrontano un binomio contingente ed eterno al tempo stesso: il dualismo tra reale e virtuale, tra concreto e astratto, tra essenza e apparenza. Ma la soluzione è una sola: le parti sono intercambiabili, i ruoli sostituibili, le verità discutibili. Anche nel rapporto tra le forme geometriche e tridimensionali che costituiscono una componente del lavoro e gli acquerelli che descrivono le maschere della Commedia dell’arte. Avvicinati inopinatamente, i due momenti risultano contigui eppure indipendenti, vicini ma separati, almeno fino a quando, per uno strano destino delle opere d’arte, le forme non si contagiano, si richiamano, si completano e diventano altro dall’origine: significati nuovi generati per forza propria, come a dire che la razionalità geometrica si lascia sedurre dall’emozione della mano che disegna.

Nella grande opera di Wanda Nazzari, progettata in armonica relazione con la coreografa Luigia Frattaroli, si legge la messa in scena di una suggestiva scenografia bianca e solenne che accompagna e sottolinea i movimenti delle giovani ballerine. “Petra” è una delle città mute concepite come spazi dell’immaginario su cui Wanda Nazzari incide, con meticolosa insistenza, la carta che, in quelle docili ferite, si anima di forme allusive preziosamente ricamate. Quelle forme, nate dall’abilità e infinita pazienza manuale, vengono ritagliate, sovrapposte, assemblate fino a perdere qualsiasi riferimento materico e acquistare la fisionomia della visionarietà e dell’incanto onirico. Modellate come sculture, fragili come filigrane, disposte per piani architettonici, le città mute hanno il fascino di leggendarie mitografie, di mappe del desiderio, di mai sopite nostalgie di un’età dell’oro dove le arti regnano sovrane.

È fatta di sottili e sospese strutture metalliche l’opera di Raffaello Ugo, lirico cantore di un’idea dell’arte al servizio della natura e della società. Il suo lavoro è un sistema perfetto di ritmo, precisione, razionalità e poesia: il tutto mosso dallo scorrere dell’acqua, fonte prima della vita e dell’arte. Le sue battaglie in difesa dell’acqua, di cui il pianeta è sempre più povero, ne fanno l’essenza stessa della sua poetica, tradotta, in questo caso, nella bellezza essenziale di un’architettura in movimento.  Il lento meccanismo della caduta dell’acqua, che genera a sua volta una reazione a catena di congegni fisici, appare più che un miracolo ingegneristico una naturale dimostrazione del processo che governa la realtà delle cose.
Realizzata con materiali di recupero, tesa in auree geometrie, attraversata dall’aria e dalla  luce, la scultura mobile di Raffaello Ugo invita a girarci attorno come ad un’isola dove pulsa lo scorrere fluido e necessario di uno spirito vitale.


Mariolina Cosseddu



Immagini












Biografie artisti




Vive e lavora a Cagliari. Il suo percorso nel campo delle arti visive ha inizio intorno agli anni ‘70 con l’approfondimento dei vari aspetti della pratica pittorica e calcografica. Nel 1986 apre il “PoliArtStudio" e qualche anno dopo il  “Centro di Sperimentazione Grafica” con annessa stamperia e spazio espositivo nel quale organizza corsi di  tecniche calcografiche e di incisione, tradizionali e sperimentali. Incisore atipico, di ispirazione informalista con fasi di ricerca che lo avvicinano al lirismo neofigurativo, utilizza svariate gamme di materiali, assembla carte stampate e matrici metalliche, contempla nel suo fare artistico espressioni di tipo performativo ed installazioni di grandi dimensioni. …“Gli esordi di Gianni Atzeni si legano, a una delle esperienze più significative che la Sardegna abbia conosciuto tra le figure degli anni '80/'90, sul piano culturale in senso lato e delle arti figurative. Ci riferiamo all'esperienza intorno alla rivista "Thélema" e al suo ideatore, Luigi Mazzarelli, personalità, anche sul piano critico e teorico”...(Marco Magnani). Le tecniche sperimentali, con le quali si è misurato dagli anni settanta ad oggi, spaziano dalla pittura, alla fotografia sperimentale, alla scultura fino ad arrivare all’installazione, attraverso le quali ha sostenuto tematiche sature della più incontaminata spiritualità che trovano la loro migliore espressione nella ricerca polimaterica; ciò nonostante l’ambito prediletto dall’artista è indubbiamente quello della sperimentazione calcografica.
Ama realizzare a mano librid'autore e offre la sua esperienza, maturata nel campo della stampa originale, guidando sia gli adulti sia i ragazzi che desiderano scoprire come si stampa con i sistemi che hanno preceduto l'avvento dell'era digitale.

Selezione Mostre

2011 - “Giochi di Luna” – SPAZIO La Feltrinelli Point - Cagliari.
2011 - “CosmoGRAFIE, tra Segno Materia e Visione – Domus Talenti – Roma.
2011 - “Xilographie”, Municipal Museum – Annex, Kioto, Giappone.
2011 - “La Bellezza della Normalità”, Omaggio a Fukushima, Fotografia, Biblioteca Poggio dei pini, Capoterra, (CA).
2011 - “InterAzioni XXIV - Festival Internazionale di Performing Arts”, Installazione, Cagliari.
2011 - “Arte Evento Creazione XV”, Molineddu, Ossi, (SS).
2011 - “Diritto Rosso”, - Spazio P -, Cagliari.
2011 - “Incisioni Italiane”, La Frumentaria, Sassari.
2010 - “InterAzioni XXIII - Festival Internazionale di Performing Arts”, PoliArtStudio, Cagliari.
2010 - “Incisioni Italiane”, La Frumentaria, Sassari.
2009 - “Il segno nel libro”,  Ed. Ilisso, Libreria Mieleamaro, Cagliari.
2009 - “Arte Evento Creazione XIV”, Molineddu, Ossi, (SS).
2009 - “Arazzi incisi”, Morsi d'arte, Oristano.
2009 - “Riflessi”, Biblioteca Comunale, Carbonia (CA).
2009 - “Il segno penetrante dell'umanità”, Morsi d'arte, Oristano.



Si forma con i più grandi insegnanti dell’ultimo ventennio, consegue il Diploma alla Scala di Milano come ballerina  professionista, lavora nei teatri più importanti d’Italia, come il Teatro dell’Opera di Roma (dir. Vladimir Vassiliev), la Scala di Milano (dir. Elisabetta Terabust), l’Arena di Verona (dir. Carla Fracci) e all’estero nel teatro Bhuen Graz Opernhaus (dir. Linda Papworth), ricoprendo ruoli di solista, sia classici che contemporanei, di gran parte del repertorio della danza. In teatro, in Austria viene per anni invitata dalle scuole private e scopre anche l’amore per la didattica. Tornata nella sua città natale Cagliari, insegna danza classica  e tiene stages, come docente, in tutta la Sardegna. Collabora con il Teatro Lirico Fondazione di Cagliari nello ordine: come assistente coreografa del Valzer del balletto ”La Bella Addormentata” del Kirov di San Pietroburgo;  come ideatrice e coreografa di un balletto, “Marie, la piccola ballerina di Degas”, prodotto dal teatro stesso per il decentramento; nei movimenti coreografici dei bambini nell'opera "La leggenda della città invisibile di Kitez"  allestimento del Teatro Lirico di Cagliari in coproduzione con il Teatro Bol'soj di Mosca con la regia dello straordinario Eimuntas Nekrosius e nell’opera "Falstaf",altro allestimento   con la regia di Daniele Abbado;  per le coreografie nell' Opera "Eugene Onegin" di cui firmano la regia Patrice Caurier e Moshe Leri,  nella cura dei movimenti per i partecipanti allo spettacolo per le scuole "Piano Piano Zitti Zitti..", con Massimiliano Medda. Partecipa  a numerose  produzioni per associazioni, manifestazioni benefiche,  eventi culturali organizzati dal Comune di Cagliari quali Notte Bianca, Capodanno,  Giornata Internazionale per la Danza. Ha lavorato alle coreografie di vari clip musicali per MTV. Vicina alla pittura collabora con il Man Ray e partecipa a diverse edizioni di 'Imperfetto Futuro' e di 'Stanze' nella Pinacoteca di Cagliari.




Vive e lavora a Cagliari. Dal 1985 al 2007 è stato titolare dello Studio di Comunicazione Visiva PhotArt (agenzia di servizi per l’editoria e la pubblicità). Nel 1988 si specializza come fotografo di scena all’Istituto Europeo di Design di Cagliari con una tesi sperimentale in fotografia di scena (Diploma triennale). Lavora a Milano con il fotografo di moda Klaus Zaugg. Dallo stesso anno insegna fotografia, video e comunicazione visiva (Istituto Europeo di Design, Compagnia d’Arte Laterale e nelle scuole statali). Dal 1993 al 1994 vive a Roma dove lavora come fotografo di scena al Teatro Parioli nella trasmissione televisiva “Maurizio Costanzo show”.
Nel 1995 è fra i soci fondatori del Centro Culturale Man Ray – Spazio Polivalente dedicato alle sperimentazioni artistiche contemporanee – che attualmente presiede.
Nel 2004, invitato dall’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria, svolge un seminario di video produzione al Festival Internazionale del Cinema e del Teatro di Pola (Croazia), dove presenta il suo ultimo cortometraggio “Maimones’s land” e ne produce un altro “Mercat dance” insieme ai suoi allievi.
È direttore didattico della Man Ray Photo School – Scuola Sperimentale di Fotografia. Ha Collaborato con i giornali “L’unione Sarda” e “La Nuova Sardegna”.   Suoi servizi di cronaca sono apparsi su reti nazionali e private. Ha prodotto numerosi cortometraggi e video didattici. Diversi sono i servizi di reportage geografico–sociale in vari paesi stranieri. Ha curato l’organizzazione e il coordinamento editoriale di tutte le Rassegne del Centro Culturale Man Ray.


Principali mostre

2010  - “Utopie del quotidiano”, for the review of visual arts “Stanze XI  ed.”, organised by Rita Ladogana, Centro Man Ray, CA.
“Di luce e di tempo”, for the review of visual arts “Stanze X ed.”organised by Efisio Carbone, Centro Man Ray, Cagliari
2009  -   “Architetture d’aria  architetture di terra”, for the review of visual arts “Stanze IX ed.”org. by M. Cosseddu, Man Ray,  CA.
2007 - “It’s still dark in the night”, One-man exhibition , by Ivo Serafino Fenu, Centro Man Ray, Cagliari.
2004 - “Anime”, One-man exhibition for the International Festival of Cinema and Theatre of Pola, Municipal Theatre of Pola (Croazia).
2001 - “The time is over”, short film for the review of visual arts “Stanze 2001, Ibride stanze”, organised         by Ivo Serafino Fenu, Centro Man Ray, Cagliari.
2000 - “Metamorphosis”, One-man exhibition for the review of visual arts “Attraversamenti”, Man Ray Center, organised by I. S. Fenu, Casa Olla, Quartu S. Elena.
1999 - “Immagini e Società”, La bronzistica figurata nuragica, Palazzo Regio, Cagliari.
1998 - “Fiori nel costume sardo”, organised by Lanfranco Colombo, One-man exhibition, Galleria Giovenzana, Milano.
1997 - “Becoming nude”, – International Photographic Exhibition organised by Lanfranco Colombo (S.Grassi, J.Oppedisano, A.Zirpoli), Bastione di S.Remy, Cagliari.
1996 - “Cinque Fotografi per un’isola” – organised by Mauro Rombi, Cagliari, Bellinzona (Switzerland).
1993 - “Origine” – International exhibition – One-man exhibition (the nude), Bastione San Remy, Cagliari.
1992 - “International Exhibition WCCP” – Orlando Florida (USA).
1991 - “Dal fotogiornalismo alle nuove tendenze”, Galleria Comunale d’Arte – section of advertising photography, Cagliari.
1988 - “Immagini pubblicitarie”, group exhibition, Galleria Arte Duchamp, Cagliari.
1987 - “IV Plexus art-co-opera”, New York, Sardinia, Dakar.



Sarda, nata in Germania nel 1971. Di¬plomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna, città dove vive e lavora.
Indaga una molteplicità di linguaggi: fotografia, pittura, installazio¬ne, performance, azione scenica, interventi di natura ritmi¬ca e sonora.
La sua ricerca è orientata prevalentemente su tematiche di denuncia sociale.
Esordisce nel 1995 in contesti di sperimentazione e interazione fra i linguaggi. Que¬sto la porta a collaborare con grandi personalità della letteratur¬a e del¬l'arte in varie parti d'Europa (Parigi, Berlino, Saraje¬vo, Hei¬delberg, Paesi Baschi, Napoli).
In preparazione diversi video ed un progetto urbano che mira a rimettere in discus¬sione il ruolo dell'arte ed i suoi luoghi di esposizione.
Sue opere sono stati utilizzate per siti web e copertine di libri. Ha ottenuto vari premi e riconoscimenti.

I passaggi principali del suo percorso:

2002: Nella casa del boia, performance-installazione dove dichiara l’orrore della guerra
Proveniamo da estremi (CD - ETL/Erosha 2002)
2003: in Al muro agisce contro la pena di morte.
Le sue opere sono utilizzate dalla Casa delle donne di Bologna per la cam¬pagna con¬tro la violenza.
2006: Petrolchimiche (installazione-performance)
Mater Matuta (Tableau Vivant)
la galleria Capitol di Cagliari le dedica la personale Works.
2007 realizza Annunciazioni
espone nella personale Via Tacendo alla Facoltà di Architettura Valle Giulia di Roma.
2009: personale al Teatro degli Acer¬bi di Asti
collettiva a The sense of water (Time in Jazz)
progetto Panes
installazione-video Vermisst.
2010: Generazioni Glocal (ExMà Cagliari).
2011: installazione Sacrario intimo (Bologna, evento Testimoni silenzios¬e contro la violenza sulle donne)
il nuovo progetto Im Requiem.



È nata a Cagliari, dove vive e opera. E’ direttore artistico del Centro Man Ray, spazio polivalente dedicato alla ricerca artistica contemporanea. Compie studi umanistici. Pittrice, scultrice e performer. Realizza  interventi installativi per il teatro. Ha progettato e diretto numerose rassegne nazionali e internazionali ed eventi multimediali come: “Percorsi dello Spirito”, “Stanze”,  “Attraversamenti”. Numerose sono le mostre personali e collettive. Ha creato e diretto opere performative, con la collaborazione di attori, danzatori e musicisti. Fra le più importanti:  “Fessura di tempo” (2001), “Sonora” (2002), “Precari alfabeti” (2002), “Se il grillo resta udibile” (2003), “Listen!” (2008). Ha progettato e diretto sette edizioni di “Imperfetto futuro”, happening interattivo di arti visive, musica, teatro, danza, dedicato ai giovani.

Selezione mostre personali e installazioni

2007 DNA. La Collezione del MAN & Wanda Nazzari in Monocromosomi, 2007, scitti in catalogo Maria Luisa Frongia, MAN, Museo d'Arte Provincia di Nuoro.
2006 Intervallo, installazione, scritti in catalogo Raffaella Venturi, Cittadella dei Musei, Cagliari.
2003/4 Wanda Nazzari, Cagliari per l'Arte in Sardegna, scritti in catalogo Alessandra Menesini, Centro Comunale d'Arte e Cultura EXMA', Cagliari.
2001 Volo, installazione scenografica per lo spettacolo "Verso il labirinto", Centro Comunale d'Arte e Cultura Il Ghetto degli ebrei, Cagliari.
2000 Il principio del dubbio, installazione per "Percorsi dello Spirito anno duemila", scritti in catalogo Claudio Cerritelli Centro Comunale d'Arte e Cultura EXMA, Cagliari
1999 Le voci illese, Installazione per "Stanze", Centro Culturale Man Ray, Cagliari.
1998 Riconciliazione, installazione, Chiesa di S. Andrea, Sassari.
1998 Ai margini del viola, personale, scritti in catalogo Maria Luisa Frongia, Centro Man Ray Cagliari.
1997 Pittura e scultura, personale, scritti in catalogo Giannella Demuro, Centro Kairos, Sassari.
1993 A Sarajevo ancora, installazione, a cura di Raffaella Venturi, galleria Capidepoche, Cagliari.
Selezione mostre colletive
2009 Incisioni Italiane, Palazzo della Frumentaria, Sassari
2006 In rete, Miniartexil, Como, Parigi, Venezia.
2003 A...PAROLE, la ricerca storica in Sardegna dagli anni sessanta ad oggi, Time in Jazz, Bechidda.
2003 Territori del corpo e della mente, Pinacoteca comunale Carlo Contini, Oristano.
1997 Sguardi sulla ricerca, XI Ed. Time in Jazz, Berchidda.
1996 Hedendoagse Grafiek, Gent, Belgio.



Nasce a Sassari il 18/06/1950, cresciuto nel clima fortemente ideologizzato degli ultimi anni Sessanta, inizia la sua attività espositiva nei primi anni Settanta con dei lavori di forte impianto progettuale.
Nel corso della sua attività si è occupato di disegno, pittura, scultura, installazioni, di arte pubblica in collaborazione con uno studio di architetti ed ultimamente di fotografia.
Ha tenuto diverse mostre personali e partecipato a varie manifestazioni collettive in Italia ed all’estero, in spazi sia pubblici che privati.
Ha insegnato dal1969 al 2002 presso il Liceo Artistico di Cagliari e gli Istituti d’Arte di Sassari, Alghero,Valenza Po e Roma.
Attualmente vive e lavora tra Sassari ed Alghero.

BIBLIOGRAFIA

2011
I.Delogu, Igino Panzino, Soliana n.° 8, Cagliari 2011.
M. Cosseddu, Tascabili, piccola monografia di aggiornamento.
G.Altea, Tra scaffali di libri le divinità tascabili di Igino Panzino,
la Nuova Sardegna 20/11/2011.
2008
L.Turtas, A mani nude nel parco, testo catalogo installazioni di Igino Panzino Parco di Monserrato, Sassari 2007.
G. Campus, “Nuove prospettive per una positiva alienazione”, stesso catalogo.
2007
M. Cosseddu e S. Borsato, Altrove, testo catalogo mostra personale “Fuori luogo”, Sassari 2007.
2006
G. Altea e G. Murtas, “Igino Panzino”, monografia Poliedro. Nuoro 2006.
1997
G. Altea e M. Magnani, Arte a Palazzo Ducale, Igino Panzino, catalogo della mostra. Sassari 1997.
1994
G. Murtas, Igino Panzino, presentazione della mostra personale presso il Museo di Genna Maria di Villanovaforru. Nuoro 1994
1993
M.Magnani, “ Igino Panzino” in Per l’Arte in Sardegna, catalogo mostra Galleria Comunale di Cagliari. Cagliari 1993.
1990
A.M. Janin, “Il ritorno del sassarese errante”, in Il Giornale dell’arte, n.76. Roma, marzo 1990.
S. Mannuzzu, presentazione della mostra presso la “Galleria Duchamp”, Cagliari 1990.



Nasce a Sassari il 28 aprile 1967.
Nel 1986 si diploma all'Istituto statale d'arte a Sassari e  nel 1991 all'Accademia di Belle Arti a Firenze.

Principali Mostre Personali

2010
Giovanni Manunta Pastorello, Galleria Marconi, Cupra Marittima (AP)
2009
Salve Maria, Man, Nuoro

2007
Trilogia Volume II, Galleria delle Battaglie, Brescia.
2006
Ecole du regard, Galleria Franco Marconi, Cupra Marittima (AP)
2005
Nel bosco, Galleria White Project, Pescara
2003
Opere recenti 2001/2003, Masedu arte contemporanea, Sassari
2000
Fantasma, Galleria Carasi, Mantova

Principali Mostre Collettive

2011
Biennale Sardegna, Masedu arte contemporanea, Sassari.
2010
Petite Vèritè, Galleria Il Castello, Trento
2009
Plenitudini, GAMC, San Marino
2008
ll drago di Giorgio, Lab 610 XL, Sovramonte (BL)
2007
Collective thinking, Gall. Delle Battaglie, Brescia
2006
Il serafico succedaneo, Galleria Carini, S. Giovanni in Valdarno (AR)
La necessità di un isola, isola art center, Stecca degli artigiani, Milano
2005
(in)visibile (in)corporeo, MAN, Nuoro
2004
Cauda pavonis, Galleria Andrea arte contemporanea, Vicenza
2003
From Italy, Art Forum Berlino, Trevi Flash Art Museum, Lipanjepuntin Trieste.



Nasce a Oristano il 9 luglio del 1975. Frequenta l'Istituto Statale d'Arte di Oristano, dove si diploma nel 1994.
Nel 2001 si laurea presso l'accademia delle belle arti di Sassari e nel 2002 segue un Master in Design presso la Domus Academy di Milano. Titolo di Degree of Master of Arts University of Wales (UK).
Ulteriori esperienze formative,  Designer  _ Creative Director _ Creative Editor .

Mostre personali

2008 - Alghero, THIS IS ART. Galleria Blublauer Spazioarte
2007 - Cagliari, Galleria Capitol, "Twenty Times Andy"
1997 - Oristano, Lola mundo, "Consce relazioni interpersonali inutili".

Alcune Mostre collettive

2011 -Londra , Domus editore Gopherhole space -"Project Heracles"
2010 -Milano ,CREATIVE ECONOMY HUB, Diners Club. Spazio E. Zegna durante ilSalone del mobile
2008 -Nurachi (OR) Museo Peppetto Pau -PARTY CON ALICE .
2008 - Time in Jazz  Berchidda (OT), BEBEL FISH/ LAVORI IN CORSO -ABITARE LO SPAZIO.
2007 - Cagliari - Oristano, Galleria Capitol Spazio Cominacini - "L'età dei bambini cattivi"
2006 - Berchidda, Time in Jazz, "Cooking Art/Lavori in corso"
2006 - Milano, FieraMilano, "Miart"
2006 – Cagliari, Castello S. Michele, "Il fuoco di Abramo" 2006 – Cagliari, Arte Contemporanea, "Start"
2005 - Cagliari, Galleria Capitol, "Prima visione" 2005 – Cagliari, Cittadella dei Musei, Gallery Man Ray, “Stanze 2005”
2002 - Nuoro, Museo Man, "Casa dolce casa"
1988 - Roma, Campo Lanciani , Parco degli ex Magazzini, "Enzimi"



Raffaello Ugo orienta la sua ricerca sul silenzio di materiali poveri e oggetti inutilizzati, dimenticati, abbandonati e dà loro senso e voce nuovi. Per questo si definisce " interprete di materiali". Il dialogo con i materiali si realizza ed elabora nella costruzione di "macchine", sculture mobili e sonore mosse da elementi naturali, soprattutto l'acqua. Sperimenta nel campo musicale, come attore, regista, autore di testi teatrali, scenografo (www.avvoltelinverso.org)
Crede che l'arte, come qualsiasi attività umana, sia sempre politica. Il lavoro intitolato " altrove" fa parte di un gruppo di opere che programmaticamente ha titolo “scorticati”. Si tratta di reazioni a eventi che provocano ribrezzo come, per esempio, la rapace guerra contro la Libia. Gli “scorticati” è un tentativo di restituire dignità ai corpi violentati esposti allo sguardo del pubblico.

Tra gli ultimi lavori:

2010 Spettacolo “Flusso” per macchine e attore
2009 Installazione “Requiem” (“Tra cielo e terra” - Sadali )
2008 Installazione “Erba” (“Reading sul fiume” - Bologna Estate)
2008 Installazione “Proiettili” (“Sulla stessa barca” Cagliari - Lazzaretto)
2007 Installazione “Alberi” (“L'isola ecologica” - Cagliari, Fiera Campionaria)
2007 Spettacolo “Nautilus” per macchine e attore
2007 Installazione “Preludio alla seconda porta eroica del cielo” (“I colori dell'estasi” - Cagliari, Exmà)
2006 Spettacolo “Forme d'acqua” per macchine e attore
2006 Installazione “Fragili Equilibri” (Scuola di via Basilicata - Cagliari)


 

 


Con la collaborazione di: Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari, Camù Centri d’Arte e Musei, Centro Comunale d’Arte e Cultura “Exmà”, Università degli Studi di Cagliari – Dipartimento di Scienze Archeologiche e Storico-Artistiche, Cantina Giuseppe Altea.

 

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