Et in Arcadia Ego

Mostra di arti visive a cura di Efisio Carbone

All’interno del progetto di arte partecipativa e animazione culturale

METTI UN NIDO IN CITTADELLA
di Wanda Nazzari a cura del Centro Culturale Man Ray

Silvia Argiolas, Alessandro Biggio, Antonello Casu, Simone Dulcis, Ilaria Gorgoni,
Carla Mura, Marcello Nocera, Raffaele Quida, Giuliano Sale.

Dall'8 novembre 2014 al 10 gennaio 2015
Spazio San Pancrazio
Cittadella dei Musei di Cagliari
Piazza Arsenale 1 - Cagliari

Inaugurazione sabato 8 novembre 2014 ore 17:00

Da martedì a sabato - orari: 9.00 -13.00
Ingresso gratuito

L’esposizione comprende opere di pittura e fotografia di Silvia Argiolas, Alessandro Biggio, Antonello Casu, Simone Dulcis, Ilaria Gorgoni, Carla Mura, Marcello Nocera, Raffaele Quida, Giuliano Sale.
Dallo scritto di Efisio Carbone:
Et In Arcadia Ego… il titolo è interpretato nella veste di punto di riflessione  sull'efficacia della lunga azione di Wanda Nazzari come promotrice culturale e del suo_investimento sul futuro artistico o curatoriale di giovani ragazzi e ragazze. Attraverso molteplici manifestazioni il Man Ray, associazione culturale di cui Wanda è il direttore artistico,  ha proposto, per quasi vent'anni, progetti  di elevata caratura alla città di Cagliari e al restante territorio regionale, non trascurando fruttuose incursioni nazionali e transnazionali.
Il tema approfitta della presenza di nove validissimi artisti per estrinsecarsi in un secondo e autonomo, almeno in apparenza, significato ossia come riflessione sul "memento mori"  inteso come sopravvivenza  alla fine di un momento, di un periodo, di un ciclo di  vita. Dentro la relatività del tempo in uno spazio che oscilla tra la memoria e il sonno eterno. Silvia Argiolas, Alessandro Biggio, Antonello Casu, Simone Dulcis, Ilaria Gorgoni, Carla Mura, Marcello Nocera, Raffaele Quida, Giuliano Sale  sono quindi chiamati a riflettere sul concetto della morte relativa che sopravvive nel ricordo e di quella assoluta che fonda la sua sopravvivenza nell'arte fino a giungere all'idea stessa della morte dell'arte intesa come superamento egheliano della suprema forma di manifestazione dello spirito”.

Il giorno dell’inaugurazione ci sono state alcune performance realizzate dagli attori Andrea Meloni e Francesca Falchi e dalle scuole di danza Casadelladanza di  Luigia Frattaroli, coreografie di Luigia Frattaroli e Academia Danza y Teatro, coreografie di Theo Piu, presso lo Spazio San Pancrazio, la Sala Mostre Temporanee, il Museo Archologico, la Pinacoteca Nazionale, il Museo Etnografico collezione Luigi Cocco.

Destinatari privilegiati della mostra di arti visive Et in Arcadia Ego e delle attività performative sono gli studenti di ogni ordine e grado, e, in particolare, gli studenti di discipline artistiche, di musica, teatro, danza e arti visive, con l’intento di creare o incrementare in essi una significativa crescita culturale e favorire l’aggregazione, la socialità e il confronto su temi legati all’arte e alla cultura.
Inoltre, lo Spazio San Pancrazio ospiterà i laboratori didattici, destinati ai bambini delle Scuole Primarie, a cura di Ivana Salis e il laboratorio per i non vedenti, a cura di Marcella Serreli, Antonia Giulia Maxia e Wanda Nazzari.

La mostra, le performance e i laboratori sono inseriti nel fitto calendario di eventi collaterali del progetto di arte partecipativa e animazione culturale “Metti un Nido in Cittadella”. 
La manifestazione, ideata dall’artista Wanda Nazzari, è a cura del Centro Culturale Man Ray, con la collaborazione dell’ Università degli Studi di Cagliari, la Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università degli Studi di Cagliari; il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Cagliari e Oristano; il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Cagliari e Oristano; la Regione Autonoma della Sardegna – Istituto Superiore Regionale Etnografico; il Comune di Cagliari.
Fino all'11 gennaio 2015, sarà possibile visitare l’esposizione, dal titolo Passages, a cura di Simona Campus e Rita Pamela Ladogana, direzione allestimenti a cura di Alessandra Menesini, che comprende alcune installazioni inedite di Wanda Nazzari e opere realizzate tra il 1994 e il 2014, ed è suddivisa nei diversi spazi culturali della Cittadella (Sala Mostre Temporanee, Pinacoteca Nazionale, Spazio di San Pancrazio, Museo Archeologico, Museo Etnografico Regionale Collezione Cocco).
Dal 18 ottobre 2014 all’11 gennaio 2015 sarà possibile visitare le esposizioni tutti i giorni (eccetto lunedì), orari 10.00 - 19.00.
Sala Mostre Temporanee della Cittadella dei Musei di Cagliari: dal 18 ottobre al 9 novembre 2014 (eccetto lunedì), orari 9.00 – 12.45; 16.00 – 18.45.
Spazio San Pancrazio: dall’8 novembre 2014 al 10 gennaio 2015; orari 9.00 – 13.00; (eccetto lunedì e festivi).
L’ingresso è gratuito per lo Spazio San Pancrazio, la Sala Mostre Temporanee e il Museo Etnografico “Luigi Cocco”,  gli altri spazi museali mantengono il costo del biglietto per la visita di ogni singolo museo.

 


Il titolo è interpretato nella veste di punto di riflessione  sull'efficacia della lunga azione di Wanda Nazzari  come promotrice culturale e del suo investimento sul futuro artistico o curatoriale di giovani ragazzi e ragazze.
Attraverso molteplici manifestazioni il Man Ray, associazione culturale di cui Wanda è il direttore artistico,  ha proposto, per quasi vent'anni, progetti   di elevata caratura alla città di Cagliari e al restante territorio regionale, non trascurando fruttuose incursioni nazionali e transnazionali.
 Tra questi ricordiamo Imperfetto Futuro, Stanze, ma anche la Scuola di Fotografia  diretta da Stefano Grassi.
 Per tali motivi possiamo dichiarare, senza presunzione,  che in anni particolarmente bui per la cultura e l'arte locale il Man Ray si è posto come unico faro coraggiosamente e tenacemente acceso.
La grande mostra di Wanda "Metti un nido in Cittadella" ci sembra quindi un momento ideale per tirare le somme anche su questo fronte invitando alcuni di quegli  artisti che da queste iniziative hanno spiccato il volo, alcuni dei quali oggi vivono il meritato successo in territori distanti, ma non dimenticano l'occhio dolce e severo che indaga e scopre, la mano che accarezza e guida, la parola ferma che sorregge e incoraggia, il sorriso che invita il passo incerto a calcare i sentieri delle Arcadie.
Perché un nido è stato messo anche nel loro cuore qualche tempo fa e oggi son venuti a ricordarcelo.
Il tema approfitta della presenza di nove validissimi artisti per estrinsecarsi in un secondo e autonomo, almeno in apparenza, significato ossia come riflessione sul "memento mori"  inteso come sopravvivenza  alla fine di un momento, di un periodo, di un ciclo di  vita. Dentro la relatività del tempo in uno spazio che oscilla tra la memoria e il sonno eterno.
In questo senso  "Et in arcadia ego" , anche io sono stato nell'Arcadia , vuole essere una interpretazione del celebre epitaffio che il Guercino pose nella lapide della sua allegoria moraleggiante dipinta negli anni '20 del XVII secolo, eseguita successivamente al suo viaggio a Venezia.  In quel periodo il tema del "memento mori" in contesto bucolico, derivante dalle Egloghe di Virgilio, ebbe grande fortuna sia in territorio veneziano che romano, anche Poussin intorno al 1640 eseguì un dipinto con lo stesso tema.
La celebre frase può essere interpretata come un ammonimento alla transitorietà della vita.
 Anche io sono presente nell'Arcadia, dice la morte, ossia anche dove la vita è al massimo del suo essere godibile e ideale nulla può essere eterno. Oppure, se a parlare fosse il defunto, anche io sono stato nelle arcadie,  ma  nonostante l'intensa esistenza vissuta mi ritrovo ossa e polvere.
Il tema sembra, inoltre,  interpretare al contrario  l'idea dell'immortalità dell'arte, della letteratura, della musica, che sopravvivono al tempo restituendo all'uomo l'agognato dono dell'eternità.
"...ai fatati Pelídi. Il sacro vate, placando quelle afflitte alme col canto, i prenci argivi eternerà per quante  abbraccia terre il gran padre Oceàno." Così Foscolo si prepara a concludere i suoi Sepolcri, dando alla poesia il sommo compito di eternare la storia dell'Uomo.
Raffaele Quida, Carla Mura, Silvia Argiolas, Giuliano Sale, Alessandro Biggio, Antonello Casu, Ilaria Gorgoni, Marcello Nocera  e Simone Dulcis  sono quindi chiamati a riflettere sul concetto della morte relativa che sopravvive nel ricordo e di quella assoluta che fonda la sua sopravvivenza nell'arte fino a giungere all'idea stessa della morte dell'arte intesa come superamento egheliano della suprema forma di manifestazione dello spirito.


Efisio Carbone

 




Da SX: 1/7 panoramica esposizione; 2/7 Silvia Argiolas, Autoritratto con vaso; 3/7 Alessandro Biggio, Il primo Sì di Wanda; 4/7 Simone Dulcis, Metropoli, Carla Mura, Autoritratto, Raffaele Quida, Screen; 5/7 Ilaria Gorgoni, Ritratto di nonna, Marcello Nocera, Senza titolo, Antonello Casu, Assoluto; 6/7 Raffaele Quida, Carla Mura, Simone Dulcis; 7/7 Giuliano Sale, Senza titolo.


 

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Il progetto "Metti un Nido in Cittadella" è finanziato da:
Fondazione Banco di Sardegna
Provincia di Cagliari
Comune di Cagliari

Con il Patrocinio dell’Università degli Studi di Cagliari