Man Ray 1995 - 2005

Mostra organizzata in occasione dei dieci anni di attività del Centro Cultural Man Ray di Cagliari, Spazio Polivalente dedicato alle Sperimentazioni Artistiche Contemporanee.

A cura di Mariolina Cosseddu

Centro Culturale Man Ray - Cagliari
Dal5 al 26 febbraio 2005

Riaprire le porte di uno spazio che per dieci anni ha segnato la vita culturale non solo cagliaritana, è un evento che va celebrato con attento e misurato senso di riflessione.

Il decennio appena trascorso ha visto presente, nel cuore stesso della città antica, una galleria e un’associazione di operatori culturali attorno a cui si sono organizzate iniziative artistiche tra le più significative che la città abbia mai vissuto e sperimentato.
Inaugurato nel settembre del 1995 con il sostegno e l’appoggio di Salvatore Naitza, il Centro Culturale, intitolato non a caso al grande artista americano Man Ray, si è subito connotato come spazio polifunzionale, orientato su molteplici sperimentazioni e in grado di convogliare, nella sua pluralità di eventi, una serie incredibilmente vasta di artisti, critici, musicisti, professionisti dello spettacolo.
A darle vita sono stati, con grande dose di coraggio e Brundu-Gaetanodi passione, Wanda Nazzari e Stefano Grassi, instancabili agitatori di un contesto socioculturale spesso sonnolento e distratto quando non del tutto indifferente alle arti visive.

L’associazione, che, com’è noto, non persegue alcuno scopo di lucro e si fonda sulla libera adesione di soci fondatori, ha potuto godere, vale la pena rimarcarlo, del patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Regione Sardegna, di quello della Provincia di Cagliari oltrechè dei comuni di Cagliari, Quartu, Sinnai, Siliqua, Soleminis, Sarroch, Villanovaforru.
L’attività espositiva ha preso dunque l’avvio all’indomani stesso della sua fondazione e non si è arrestata nonostante la chiusura nel 2003 della sede di via Lamarmora, come nel caso dell’ultima rassegna di “Stanze” allestita nel Museo del Territorio “Sa Corona Arrubia” di Villanovaforru.

Se è impensabile in questa sede ripercorrere le iniziative nella loro interezza e precisione cronologica, è però possibile ricordarne gli appuntamenti che, con maggiore incisività, hanno connotato il lavoro espositivo. Con una cadenza continua e regolare si sono succedute fino a venti mostre annuali, per un complessivo numero di circa centocinquanta esposiziCasula-Toninooni articolate secondo un sistema binario. Da una parte hanno preso vita mostre dal carattere rigorosamente tematico, nate da un’idea, un bisogno, una sollecitazione condensata in una proposta formale o concettuale e offerta agli artisti chiamati a partecipare. Vale la pena ricordare “Becoming nude”, “Per Naitza”, “Giocattoli d’artista”, “Elogio del bianco”, “Fermata di tempo”, o, ancora, “La linea rende visibile” in un frettoloso e disordinato rimando. Dall’altra è andato facendosi strada un più sistematico incontro modulato annualmente e diventato appuntamento fisso e variato nel corso degli anni. È il caso di “Stanze” e “Attraversamenti”, di “Imperfetto futuro” o “Percorsi dello spirito”. Si è trattato, in questo caso, di rassegne di ampio respiro affidate, di volta in volta, alla discrezionalità critica di un curatore che ne ha ordito i fili conduttori e sorvegliato la resa e l’efficacia.

Un peculiare aspetto dell’attività culturale del Man Ray è sempre stato rappresentato dall’interesse rivolto ai giovani e alle più attuali tendenze del contemporaneo. Se in ciascuno degli accadimenti offerti dal Centro i lavori dei giovani artisti sono stati valorizzati e presentati accanto a personalità di più sicuro spessore, in “Imperfetto futuro” la loro presenza e capacità operativa è diventata la dominante di un’arte concepita in progress e senza condizioni sul piano delle scelte e dei linguaggi proposti. Arte visiva, musica, teatro, danza, espressioni multimediali si sono alternati in un happening culturale di assoluta originalità e pura creatività.
Argiolas-SilviaL’attualità della ricerca e la promozione di giovani emergenti ha dunque caratterizzato un versante non trascurabile dell’operato dell’Associazione ma, è il caso di ricordarlo, non sono certamente state trascurate quelle figure che hanno segnato la storia dell’arte isolana del secondo novecento. Da Aldo Contini a Maria Lai, da Primo Pantoli a Gaetano Brundu, da Gino Frogheri a Paola Dessy, da Tonino Casula a Giovanna Secchi, da Wanda Nazzari a Attilio Della Maria, da Nino Dore a Rosanna Rossi, da Igino Panzino a Gabriella Locci, a Zaza Calzia, Giuseppe Pettinau, e Salvatore Coradduzza, e ancora, Caterina Lai, Antonello Ottonello, Aldo Tilocca, Gianfranco Pintus, Antonio Mallus, per citarne solo alcuni, fino a quella generazione di mezzo che ha visto, di volta in volta, i più recenti lavori di Danilo Sini, Gianni Nieddu, Stefano Grassi, Monica Solinas, Alessandro Meloni, Pinuccia Marras, Efisio Niolu, Salis & Vitangeli, Enrico Corte, Andrea Nurcis, Daniela Zedda, Giulia Sale, Pastorello, Pietrolio, Marina Madeddu, Francesco Casu, Maura Saddi, Dionigi Losengo, Adelaide Lussu, il giapponese Satoshi Hirose, l’americano Arturo Lindsay.Hirose-SatoshiSi potrebbe davvero sostenere che, in una mappa artistica dell’Isola, pochi fra gli artisti presenti nel panorama sardo sono sfuggiti al lavoro di richiamo avanzato dal Man Ray.

Vari sono stati i collaboratori assidui in questi dieci anni: Rita Atzeri, Antonello Casu, Alessandra Menesini, Mauro Nannini, Gabriella Perra, Nora Scano. Così come è doveroso ricordare le preziose collaborazioni critiche di Claudio Cerritelli, Placido Cherchi, Lanfranco Colombo, Giannella Demuro, Ivo Serafino Fenu, Anna Maria Janin, Alessandra Menesini, Gianni Murtas, Mauro Rombi.

Su un versante contiguo e parallelo si è svolta e si è strutturata l’attività didattica, punto di forza e motore vitale dell’intero sistema. Ideata da Stefano Grassi come Scuola di Fotografia rimane, dopo dieci anni di vita, una realtà di formazione organica e completa, alla quale, oggi si aggiunge la Scuola di Video.

Attorno alla specificità della didattica si sono coagulati convegni, seminari di storia dell’arte, corsi di formazione nelle arti visive e video che documentano le varie performance e attività di spettacolo.

Per festeggiare i dieci anni di vita, sono stati invitati alla mostra inaugurale di riapertura dello spazio espositivo e didattico tutti quegli artisti che hanno costituito presenze certe e insostituibili di questa grande impresa collettiva che è il Centro Man Ray.
 
Mariolina Cosseddu
 

Artisti


Silvia Argiolas

Luisanna Atzei

Gianni Atzeni

Alessandro Biggio

Gaetano Brundu

Zaza Calzia

Antonello Casu

Lorenzo Casula


Tonino Casula

Ines Cireddu

Salvatore Coradduzza

Rosanna D'Alessandro

Attilio Della Maria

Paola Dessy

Nino Dore

Simone Dulcis

Gino Frogheri

Stefano Grassi

Gaspare Guccini

Satoshi Hirose

Caterina Lai

Maria Lai

Angelo Liberati

Arturo Lindsay

Gabriella Locci

Marco Loi

Dionigi Losengo

Adelaide Lussu

Marina Madeddu

Antonio Mallus

Pinuccia Marras

Guglielmo Massidda

Maria Grazia Medde

Andrea Mele

Alessandro Meloni

Mirella Mibelli

Carla Mura

Wanda Nazzari

Gianni Nieddu

Efisio Niolu

Odilia

Paolo Ollano

Maria Grazia Oppo

Nico Orunesu

Antonello Ottonello

Primo Pantoli

Igino Panzino

Pastorello

Giuseppe Pettinau

Roberto Piazza

Mauro Pili

Gianfranco Pintus

Giorgio Podda

Stefania Polese

Rosanna Rossi

Anna Saba

Maura Saddi

Giulia Sale

Giuliano Sale

Salis & Vitangeli

Giovanna Secchi

Gianfranco Setzu

Virginia Siddi

Danilo Sini

Monica Solinas

Giorgio Urgeghe

Beppe Vargiu

Daniela Zedda