Fiori nel costume sardo

MOSTRA PERSONALE DI STEFANO GRASSI

A cura di Lanfranco Colombo

Centro Culturale Man Ray - Cagliari
Dal 21 maggio al 3 giugno 1999

Inaugura la mostra l'Assessore alla Cultura Federico Angius


Ho conosciuto Stefano Grassi tanti anni fa e non ho mai saputo se apprezzarne di più la coerente ricerca fotografica o le capacità di organizzazione culturale. Ho l'impressione che all'urgenza interiore che lo anima non basti il pur vivace impegno individuale nella creazione, ma sia quasi necessaria un'azione animatrice, che sappia suscitare energie, aggregare intelligenze, promuovere confronti e momenti di crescita. Ciò che Grassi fa attraverso il Centro Man Ray, un'associazione culturale attivissima a Cagliari, grazie all'impegno suo, di sua madre, l'artista Wanda Nazzari e di altri collaboratori.
Impegnato da anni nel settore della ricerca fotografica, Stefano Grassi è ­ di volta in volta ­ poetico indagatore della forma e della poesia e, insieme, acuto osservatore della realtà che lo circonda. Altre volte ne ho apprezzato le rarefatte indagini sul nudo. Qui si presenta con una serie d'immagini di still life dal titolo "Fiori nel costume sardo" dove Grassi attraverso una minuziosa ricerca documenta la preziosità del ricamo nel costume della sua terra, la Sardegna, della cui tradizione l'autore è non solo sensibile osservatore ma acuto e profondo conoscitore.
Se è vero che "si fotografa ciò che si sa", dovrebbe essere ancor più vero l'assioma consequenziale che tanto più si conosce qualcosa, tanto meglio lo si può "fotografare". Dove il verbo deve essere inteso nella sua più ampia accezione di lettura e interpretazione.Queste belle fotografie di Stefano Grassi sono estremamente significative: ognuna ha una lunga storia da raccontarci e mi sarebbe piaciuto che l'autore potesse soffermarsi a dirla a quanti si trovano a guardarle.
Nell'evidente improponibilità di una simile idea, credo basti abbandonarsi al fascino affabulatorio delle fotografie, in cui il fotografo ha saputo addensare i tratti di una civiltà e di una cultura, per farsi da loro guidare lungo un percorso di scoperta e riflessione.

Lanfranco Colombo

Fioriscono degli stessi fiori i tessuti ricamati accostati a freschi mazzi cui contendono la bellezza e il colore. Stefano Grassi ritrae le stoffe della tradizione sarda nella loro cromatica preziosità uniti alle forme e ai colori dei fiori che ai ricami hanno dato arcaica origine. Sono immagini di gusto pittorico in cui la ricerca delle tinte e la scelta quasi filologica dell'elemento floreale si uniscono in un unico fasto visivo.
Costumi disabitati, quelli che appaiono nelle foto, non ci sono visi né gioielli a distrarre dai primi piani di scialli, corpetti, cuffiette in luminoso risalto nel loro stretto dialogo con i fiori. Le rose, le spighe, ogni altra essenza scelta con attento puntiglio, nascono dai disegni e nei disegni si nascondono in un gioco di scambio continuo, di reciproco riconoscersi.
L'identificazione è totale e continua nell'uso dello spazio di fondo, reso vuoto, solitario, annullato dalla vivezza della composizione, STILL LIFE di raffinato rigore.I capi femminili, plissati, intarsiati, tessuti da antica sapienza si piegano a fogge inusuali per questa nuova occasione di civetteria: diventare ventagli, drappi, raggi di ruota, sculture fatte al telaio per celebrare un insolito incontro.
Colori vegetali, quelli della tradizione, e su questi l'oro e le sete della festa e del buon auspicio. Intrecciati con loro, bouquets regali che ne richiamano i toni in un rimando di specchi.

Alessandra Menesini

 

Immagini