Tecnica mista e foglia d'oro

MOSTRA PERSONALE DI ALDO CONTINI

A cura di Wanda Nazzari

Centro Culturale Man Ray - Cagliari
Dal 24 aprile al 4 maggio

Ha inizio negli anni Cinquanta a Sassari la formazione artistica di Aldo Contini. Risalgono a quel periodo (1956) i primi risultati della sua ricerca, opere scultoree di impronta neorealistica. Dal 1959 al 1963 lavora come designer all'ISOLA accanto a Eugenio Tavolara e, nello stesso periodo inizia l'attività di docenza che durerà fino al 1989, presso l'Istituto d'Arte di Sassari, diretto allora da Mauro Manca. Nel 1965, con l'adesione al "Gruppo A", la sua indagine si sposta in ambito pittorico per risolversi, negli anni successivi, in adesione alle poetiche concettuali. Su questa linea di ricerca, nel 1976 fonda "Il Gruppo della Rosa". Dal '89 ad oggi la pittura di Contini si definisce, nelle Vetrate prima e nei Retabli poi, nei termini di un'astrazione geometrizzante dove particolare cura è riservata alla manualità del fare.
In tutti questi anni l'opera di Contini si è snodata senza continuità apparente. Ogni episodio sta a sé, non segue da ciò che lo precede né anticipa quel che lo segue; eppure ogni lavoro è riconoscibile come suo.
Contini pare voler riformulare se stesso in ogni nuovo periodo della sua ricerca: come se volesse essere solo quello che è nel presente, esistere solo in quell'opera, in quel preciso momento. Ciò non significa che ripudi il proprio passato, ma che ricorda di esso solo quello che gli appare presente. Si comprende allora anche la strategia del silenzio adottata riguardo al suo lavoro. A sostegno della decisione di parlare soltanto attraverso le immagini, ama citare una frase di Matisse: "Quando si comincia a dipingere bisogna tagliarsi la lingua".
L'opera dunque. "Tecnica mista e foglia oro" è un tentativo di espansione di "Magnificat", da questo percorso sganciato eppur collegato dalle suggestioni dell'oro che permangono. Anche in questi lavori eseguiti su legno ricorre il tema della cornice, usata, qui nell'alternanza della parte a gettante con quella a cassettone, non per racchiudere e contornare, ma in quanto margine, zona aperta, sensibile, luogo di conflitti e di scambio. Opere dalla struttura particolare quelle presenti in mostra, pensate per essere appese o messe su cavalletti: tra queste una croce greca alta mt. 1,90 "con uno dei bracci un po' più lungo degli altri, uno scarto per evitare come sempre di prendere posizione". A queste opere inedite, tra cui una serie basata sulla sezione aurea, in cui, cosa alquanto inconsueta nel suo lavoro, compaiono degli elementi iconici realizzati in argento 1000, Contini affianca un Dittico del '92, anch'esso inedito, proprio perché sia possibile vedere "l'effetto tempo", la trasformazione di colore dell'argento.

 

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