Stendardi per un'utopia


MOSTRA PERSONALE DI MARISA MURA

A cura di Wanda Nazzari
Centro Culturale Man Ray - Cagliari
Dal 10 al 20 aprile 1999

mura01La prima idea di drappo-bandiera-stendardo nacque in Marisa Mura dalle suggestioni de "La classe morta" di Tadeusz Kantor. Un'idea dapprima luttuosa, nutrita di lacerazioni e di strazio, formalizzata in un funereo connubio di stoffe e carte nere.
Solo nel tempo, dal travaglio di una gestazione implosiva, l'esplosione dei rossi ha riaffermato le millenarie istanze vitalistiche della cultura mediterranea. Gli stendardi rossi si avvicendano, segnali di continuità del e nell'immaginario artistico; ma anche indicazioni di un percorso, proposte di un legame rivitalizzante fra esterno ed interno.
E' ritornano puntuali nei drappi purpurei le partizioni-scansioni in bande orizzontali germinanti direttamente dall'impostazione giovanile di molti lavori giovanili di Marisa Mura: cesure/ricongiungimenti da lei operati quasi a voler ribadire il rapporto necessario tra caduco ed eterno, presente e passato, cronaca e storia.
Cesure/ricongiungimenti che sembrano voler adombrare anche altre distanze, altre incomprensioni, altre fratture, come quella fra classicità e contemporaneità. Mondi spesso separati, incompatibili, incomunicanti nell'inesausta volontà di riaffermare ciascuno il proprio primato sull'altro.
Distanze, incomprensioni, fratture da ricomporre, come sembra indicare l'artista, nella costanza del sentimento e della ragione.

 

MARISA MURA

 

E' nata nel 1945 a Sassari, dove attualmente vive e lavora. Ha frequentato l'lstituto d'Arte di Sassari diretto da Mauro Manca, al quale deve il suo iniziale indirizzo artistico e culturale. Termina questa prima fase di studi nel '63 ma proseguirà nel corso degli anni, assieme alla ricerca artistica un continuo impegno di studio nell'ambito istituzionale e per proprio conto. Ha una breve parentesi di insegnamento nel suo ex istituto e successivamente si stabilisce a Cagliari dove prosegue l'attività pittorica, occupandosi con uguale interesse del settore del design e dell'artigianato. In seguito va a vivere a Nuoro dove insegna presso il locale Istituto d'Arte.

Nel 1980 ottiene un comando presso la Soprintendenza Archeologica di Sassari per le attività didattiche relative all'annesso polivalente Museo. Dal 1983 è inserita nel ruolo del Ministero per i Beni Culturali, e prosegue con nuovi stimoli l'impegno di studio e di ricerca artistica.