Variazioni

Di K. (Carla Mura)

Mostra personale

Allestimento di Wanda Nazzari
Centro Culturale Man Ray - Cagliari
Dal 7 al 19 febbraio 2003

47K. è il nome con il quale ha deciso di firmare le sue opere, anche se, per Carla Mura, questo non è altro che un semplice simbolo dietro il quale si cela una personalità altrettanto semplice.
Oltre il segno grafico, infatti, prende forma il concetto di libertà da sempre caro all’artista sin dai primi approcci con l’arte visiva. E d’altra parte non è un caso che, in tedesco, Karl significhi proprio “colei che è libera”, e che, quindi, il suo nome si identifichi con la capacità di esprimersi apertamente.
L’opera di Carla Mura, astrattista e poetessa dallo spirito indiscutibilmente romantico, emerge dolcemente quasi a voler sfidare un mondo violento e distratto, troppo concentrato sulla routine quotidiana e il frastuono di una realtà che, spesso, confonde. È in questo momento che le mani dell’artista riescono a riflettere, attraverso la musicalità e la purezza dei colori e delle forme, un forte senso di liberazione. Nelle opere in mostra è visibile l’espressione di un’interiorità sensibile a tutto ciò che vive e si muove, creata con l’ingenuità di chi partecipa continuamente della natura.
Il Man Ray ospita due fasi stilistiche, alle quali corrispondono due cronologie, di fondamentale importanza in quanto avrebbero segnato profondamente la Mura nel suo percorso. Nella prima sala, sono esposte le opere che l'artista ha realizzato nel 2001, mentre, nella galleria interna e dentro la piccola grotta, le creazioni più recenti, quelle a cui Carla ha dedicato la sua attenzione nell'arco di quest'anno.k2
Toni caldi e vivaci quelli della prima, più pastosi ma altrettanto coinvolgenti quelli della seconda, entrambe le fasi si richiamano vicendevolmente, in particolare quando la materia pittorica si mescola ad elementi naturali quali sabbia o spezie, che hanno essenzialmente la funzione di impreziosirla.
La presenza della sabbia e delle spezie nei lavori eseguiti nell'arco di questi ultimi due anni, è dovuta al viaggio in Africa, più precisamente a Zanzibar, compiuto nel corso del 2000. Il forte impatto visivo dei colori meravigliosi della terra africana, in un certo senso così vicini a quelli della Sardegna, ha influito a tal punto sull'artista da far scaturire un legame sostanziale tra le sue opere e l'utilizzo di queste essenze, dai mille colori.
"Dualismo", una delle prime opere in esposizione, nasce dalla miscela di acrilico e sabbia e si riferisce, come si deduce anche dal titolo, non solo alle due tecniche pittoriche usate, ma soprattutto alla coesistenza nell'individuo di Bene e Male. La linea che divide in due parti esattamente uguali la tela, delimita i campi non solo dal punto di vista etico: sul lato destro la materia pittorica sembra voler uscire fuori dal dipinto, mentre, il risultato finale su quello sinistro è esattamente il contrario. In "Dualismo" era l'az48zurro, in "Positivo/Negativo" sono l'arancio e il verde i colori dominanti che sintetizzano il duplice aspetto comune all'esistenza umana. A completare questa prima fase concorre la serie degli "Elementi" che simboleggiano, attraverso i colori, gli elementi naturali.
L'azzurro dell'acqua, la terra di Siena, il verde dei prati e il grigio di una nuvola, interpretano a livello cromatico il contatto emotivo dell'artista con la natura.
Significativi, a questo proposito, gli schizzi di rosso sulla tela, ad indicare l'interazione soggettiva con l'oggetto dipinto.Il rosso, l'arancio e il giallo del curry e il verde dello zenzero ritornano protagonisti nelle opere della seconda fase, nella serie intitolata "Arpeggi naturali", titolo che svela anche la tecnica delle dita, utilizzata spesso da Carla Mura. Ancora una volta è la natura il grande motivo ispiratore di questi lavori così come il gesto rapido delle mani sulla tela accompagna dolcemente le impressioni emotive.

 

Erica Olmetto