She just wants to be

MOSTRA PERSONALE DI PATRIZIA CAU

Centro Culturale Man Ray - Cagliari
Dal 8 al 18 marzo 2002

Macchina riproduttiva per antonomasia, la fotografia inciampa sempre nell'uso di tale riproduzione. E' per auto-coscienza che i lavori di Patrizia Cau pongono l'attenzione sul procedimento: sul come piuttosto che sul cosa. Da questa esigenza di decostruzionismo esplicativo a statuto iconico, nasce l'idea di una serialità che pulsa sotto la spinta del cliché rivoltato. Un cliché che produce repliche formali di luce che indicano la "serie" come artificio quasi naturale, a caratura mitica. Il mito è un racconto, una parola e questi lavori possiedono l'identità del mito: solo che la offrono attraverso un angolo visuale moltiplicato. Sono cellule, impresse su varie tipologie di carte, che fanno parte dello stesso corpus.
Qualcuno aborriva l'immagine e gli specchi perché moltiplicavano la specie (Borges), Patrizia Cau recupera l'assioma dell'immagine moltiplicata dagli specchi deformanti e dall'elaborazione degli effetti in photoshop. Elaborazioni semplici, ma cognitivamente non semplificate.
Questa frammentazione grafica dell'io ci ridà un mosaico epidermico che conduce al labirinto della percezione della nudità.
La consapevolezza che si attiva indica una profonda differenza tra l'essere svestiti e l'essere nudi. Nel primo caso abbiamo un'idea di corpo moralmente abbandonato all'occhio che guarda, nel secondo siamo di fronte all'idea che l'unico modo di essere "percepiti" è l'essere infanti, senza le pieghe del pudore (sempre comune).
Le identità prodotte da questi lavori sono nude nel senso che sono "spoglie" di ogni denotazione culturale. In questo modo possono essere adottate da una molteplicità di significati. Il significante, come veicolo inconsapevole del senso, enuclea l'impressione che il corpo nudo sia un cosmo (mentre quello svestito è solo caos).
La reiterazione diventa, dentro questo dilemma, desiderio di molteplicità e leggerezza.
Come diceva Tristan Tzara "…abbiamo bisogno di opere forti diritte precise e incomprese una volta per tutte". O, semplicemente, com-prese: prese con sé. Nell'idea che le illusioni siano l'unica luce in grado di strappare alla logica il suo dominio.

Antonio Bisaccia