Lentamente si fece silenzio

MOSTRA PERSONALE DI FRANCA NURCHIS

Centro Culturale Man Ray - Cagliari
Dal 25 gennaio al 4 febbraio 2002

Dalla raccolta "Lentamente si fece silenzio" 6 poesie di Franca Nurchis lette dagli attori Rita Atzeri e Fausto Siddi

 



Voce sordinata e sottesa
alla luna
che si frange in piramide
di luce
per poi aprirsi a paesaggi sonori
più dilatati
dell'inconbere spirituale
risucchiati da un vortice
ipnotico
lento ma inesorabile
dell'inespresso.
L'avventura del "Grande nulla"
è un incrociarsi quasi
perverso
di slanci
di eco profonde
di armonie in punta
di piedi
che inducono alla pulizia
della mente
per rimando al profondo
sentire
di pace
tra uomo e uomo.

Magnificati di voglia
di odorare la vita
confusi dal mero
tangibile
ansiosi
di risposte appaganti
nel ruolo di inventori
di niente
e come maghi delle paure
vince chi grida più forte
si finirà interpreti
di separazioni di uomini.
Segui le usanze del vento
col suo incedere felpato
in eco di antichi rituali
trasgressore inevitabile

Viaggio isolata
senza legami
consapevole di morte
che regala atmosfere
irripetibili
a dispetto di realtà
corrosive
che da ogni dove mi insidiano
e così seduta nella stanza
dei ricordi
mi affido agli intoccabili
fiera e partecipe
dei riti connessi
alla nuova morte.

Si potrebbe stare una vita
distesi tra un arcobaleno
di azzurri
a sognare fronde ombrose
dal profumo di frangipane
a disegnare mandala dentro
il mare
a catturare pastelli per
gli occhi
di un'isola incantata
ad evocare istinti e liberare
inibizioni
si potrebbe stare una vita
a vivere di niente.

Nel luogo di ombre
sembra regnare
rassegnata malinconia
per il consumarsi del tempo
allo scandire illusioni
che cingono come manto
gli affanni
gettando ponti tra sogno
e realtà.
Ma quando trascinati
dalla ruota dei desideri
il passo si arresta sradicato
per sempre
su quel luogo violato
mai più
tornerà a stendersi
il silenzio.

Mare nel mare incolore
spiagge sconfinate
spazi aperti al vento
vallate misteriose sommerse
grande vuoto sterile
tomba di biblioteche di pietra
avanza
con voce muta
abbraccia viaggiatori
li ciba di silenzi
li disseta di piogge di stelle
e poi li sommerge
di solitudine
alla rovescia.