STANZE 2003

Progetto Multimediale di Wanda Nazzari
a cura di Mariolina Cosseddu

Gaetano Brundu - Tonino Casula - Aldo Contini - Stefano Grassi - Wanda Nazzari - Giuseppe Pettinau -  Giuliano Sale

SA CORONA ARRUBIA/GALLERIA ARTISTI CONTEMPORANEI - Villanovaforru (22 novembre - 30 dicembre 2003)

brundu-69Ci sono, in teoria, mille modi per ideare e curare una mostra a più voci; in realtà si riducono a due grandi categorie critiche: quella tematica che avvia dibattiti e argomentazioni e quella che maschera, nella collettività espositiva, altrettante personali, soprattutto quando si chiamano a raccolta nomi che sono già garanzia di qualità e di acquisito spessore artistico.
Con la nuova edizione di “Stanze” si è provato a conciliare le cose, a mescolare le carte, a condividere le responsabilità, a mutare pelle cominciando dagli stessi luoghi di esposizione. Le “Stanze 2003” hanno cambiato sede e dal cuore della città antica di via Lamarmora si sono trasferite nel museo “Sa Corona Arrubia”, nella galleria dedicata agli artisti contemporanei. Ospiti ormai tutt’altro che inusuali, visto che il museo sta prudentemente avviando una politica culturale che, accanto ad eventi di spettacolare richiamo, dedica sensibile sguardo anche ai fatti della contemporaneità, sempre più bisognosa di oculati ed intraprendenti operazioni di visibilità e riflessione critica. Affacciato nelle splendide vallate di un territorio ridondante di storia passata che ancora necessita di stringere più vincolanti rapporti con il presente, è luogo ideale per far sentire l’esistenza di un’arte contemporanea fortemente strutturata nella storia culturale dell’Isola: è il caso di Gaetano Brundu, Aldo Contini e Tonino Casula e, ancora, di Wanda Nazzari e Giuseppe Pettinau; ma anche di più giovani come Stefano Grassi e Giuliano Sale, pronti ad accogliere quell’eredità così impegnativa ed avviarla verso altri esiti. In vero, gli spazi ristretti non hanno consentito di rendere più vasta e articolata la scelta espositiva che altre “stanzeCont04” potranno, nel tempo, arricchire e completare.

A ciascun artista è stato chiesto di individuare un momento, passato o recente, della propria storia personale, in cui riconoscersi con più profonda adesione; una fase che lo rappresenti come un impeccabile biglietto da visita e su cui è pronto, ancora, a giocare la propria partita.

Ora, se è vero che la storia di se stessi non può essere compresa se non nella totalità del proprio essere e del proprio operare, è anche vero che può valere, per le arti figurative, quanto James Joyce sosteneva del romanziere: “Nel cuore di un uomo non c’è posto che per un solo romanzo... e quando se ne scrivono parecchi si tratta sempre del medesimo artificiosamente mascherato di altre parole”. Ne discende che se scegliere è comunque un atto innaturale ed ambiguo, non si può prescindere dal fatto che nell’opera è scritta la propria storia. Si tratta, allora, di decidere quale parte di quella storia contiene quella “unicità” che le altre opere replicano in altre soluzioni. Se teniamo fede a questa tesi la mostra acquista, per un verso, un carattere tematico e interrogativo: è possibile affidare a singole opere brani della propria esistenza che ne rappresentino una parte e il tutto? Per un altro verso gli artisti invitati, eccetto i più giovani, hanno già prodotto pagine fondamentali dell’arte in Sardegna e si pongono perciò come passaggi obbligati di una recente storia ancora in divenire. Dunque, personali nell’accezione che fa di questo termine una storia condivisa da altri e con altri, come nel nostro caso, dove la triade di apertura si pone come il primo capitolo di una vicenda culturale consegnata ormai asale-0alla ricerca artistica dell’Isola. Gli artisti con cui si apre questa rassegna, Brundu – Casula – Contini, a cui si affianca il giovanissimo Sale, non ha bisogno di eccessi discorsivi. Chiunque frequenti, anche occasionalmente, il territorio artistico, ha acquisito il loro ruolo e la loro presenza di intellettuali che hanno saputo magistralmente coniugare la funzione sociale e didattica con la prassi operativa. D’altra parte assistere all’esposizione di diverse opere inedite di Gaetano Brundu è di per sé un fatto di grande interesse culturale e storico che questa mostra intende celebrare.

La seconda fase di “Stanze 2003” vede protagonisti due personalità storiche dell’arte in Sardegna e una figura più giovane ma non meno qualificata: Giuseppe Pettinau, Wanda Nazzari e Stefano Grassi.

I primi due artisti si configurano in una prospettiva di impegno e di prassi culturale che ha visto Giuseppe Pettinau parte attiva nelle prime formazioni di ricerca artistica a partire dai primi anni ’60 e Wanda Nazzari dare vita all’attività del Centro Man Ray di cui è direttore artistico.

Mariolina Cosseddu

 

Il Museo Naturalistico del Territorio del Consorzio Turistico “Sa Corona Arrubia”, si arricchisce di un nuova collaborazione culturale: la partnership con il Centro Man Ray di Cagliari e chiude egregiamente un anno di intensa attività espositiva sia nell’ambito della Galleria degli Artisti contemporanei, che ha ospitato nel 2003 otto mostre, 4 personali e 4 collettive, sia nell’ambito dei grandi padiglioni che hanno ospitato le mostre di carattere internazionale “Leonardo da Vinci, genio curioso” e “L’uomo egizio. L’antnazzari-2a-trisica civiltà faraonica nel racconto dei suoi protagonisti”.
L’intento principale del Museo è quello di creare uno spazio culturale polivalente capace di stimolare la curiosità verso l’arte contemporanea, e non solo, di creare collaborazioni durature e scambi di idee con associazioni, come il Man Ray, che da anni operano nel settore culturale.
Parafrasando quanto è stato detto in occasione dell’inaugurazione del Mart di Botta, “Non chiamatelo museo”, o non solo, quello che vogliamo è creare un luogo di incontro e di stimolo per confrontarsi e discutere d’arte in linea con le più moderne interpretazioni europee e mondiali del concetto di Museo, il quale evolve in senso dinamico, di luogo aperto a nuove iniziative sociali diventando un centro promotore di eventi culturali.
Grazie al Man Ray le stanze del museo si concedono ad ambiti mentali. Poche opere... parlanti, le governano. Giovani talenti e affermati maestri posseggono, condividendoli, gli spazi della galleria, disarticolati in cubiche dissimmetrie di cilindri, cubi e parallelepipedi ostili. Ognuno, con la propria presenza, trova un momento di personale respiro nel contesto comune.
“Stanze”, progetto multimediale alla sua V edizione, alla chiusura della programmazione del 2003, si appropria delle stanze del museo, che nel loro comune silenzio mentale bloccano il tempo in un attimo storico irripetibile: quello degli autori che continuano la loro ricerca figurativa in una terra isolana appartata, quieta, alla ricerca di menti sensibili che, distratte dalla frenesia quotidiana, sono per un momento capaci di soffermarsi a guardare, ascoltando.

Paolo Sirena
Direttore Museo del Territorio - Villanovaforru

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